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Como attende i rifugiati ucraini: "Non sappiamo quanti saranno, ma saranno tanti"

Dalle abitazioni disponibili alle offerte di lavoro: una piattaforma digitale dei Servizi Sociali raccoglie le offerte di aiuto

"Non possiamo sapere quanti saranno i profughi ucraini che giungeranno a Como, ma dobbiamo prepararci ad accoglierli". Sono stati chiari il sindaco Mario Landriscina e l'assessore alla Protezione Civile, Elena Negretti, in occasione della conferenza stampa di presentazione del portale online welfarecomo.it che si è tenuta a Palazzo Cernezzi nella mattina dell'11 marzo 2022. 

Landriscina Negretti WelfareComo-2

Di fatto una stima del numero di potenziali rifugiati in fuga dalla guerra è impossibile, ma è certo che saranno tanti perchè "a Como ci sono oltre seicento ucraini residenti da prima della guerra e non possiamo sapere quanti dei loro amici e parenti verranno qui per raggiungerli".
Ecco, quindi l'idea di una piattaforma che raccoglie offerte di aiuti da parte privati cittadini o associazioni. Iscrivendosi al portale si può specificare quale tipo di aiuto si mette a disposizione: disponibilità di appartamenti; disponibilità di accoglienze nella propria abitazione; accoglienza di minorenni; offerta di posti di lavoro; altre disponibilità (generi alimentari, mediazione linguistica, aiuto scolastico, prestazioni sanitarie o altro).
Le offerte di aiuto entreranno così in un database immediatamente visionabile e vagliabile dagli uffici dei Servizi Sociali del Comune di Como, così da poter in breve tempo capire quale aiuto è subito disponibile a seconda delle esigenze di questo o quel rifugiato. 
"Sull'onda dell'emotività - ha commentato Martino Villani, vicedirettore del Centro Servizi per il Volontariato (CSV Como) che ha collaborato alla realizzazione di welfarecomo.it - molte persone si sono subito adoperate per raccogliere aiuti da inviare nelle zone di guerra, e questa cosa è bellissima. Ma dobbiamo pensare a quali aiuti fornire qui, sul nostro territorio, perché sta per giungere un gran numero di rifugiati".
Massimiliano Cossa della Caritas di Como ha insistito proprio su questo aspetto ma ha precisato: "Caritas si sta occupandoprincipalmente delle raccolte fondi. Como ha appena raccolto e devoluto 50mila euro".

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