Rifiuti campani destinati al Nord: ecco come la polizia locale di Como ha svelato il malaffare

Appostamenti, pedinamenti, indagini: il contributo del nucleo speciale dei vigili all'inchiesta della DDA

Mesi di indagini, appostamenti e pedinamenti hanno consentito agli agenti dell'Unità specialistica tutela del territorio e dell'ambiente (Ustta) del corpo di polizia locale di Como di alzare il velo sull'illecita gestione dei rifiuti nel capoluogo lariano. Quanto via via scoperto dagli agenti del nucleo speciale guidato dal commissario Marialuce Benedetti si è incrociato e talora sovrapposto alle indagini della Direzione distrettuale antimafia, tanto è vero che il lavoro dell'Ustta è stato fondamentale per completare il quadro del grande malaffare che collegava la Campania a Como e ad altri Paesi stranieri.

I primi sospetti nel 2017

Un primo intervento dal quale scaturì una denuncia nei confronti del titolare della Smr Ecologia (società che gestiva un impianto in località La Guzza a Camerlata), era stato eseguito dagli agenti di polizia locale di Como nel 2017. In quell'occasione il titolare della società Smr, denunciato per inottemperanza ad alcune prescrizioni imposte nell'autorizzazione rilasciata dalla Provincia, si era messo in regola anche attraverso il pagamento di un'ammenda di 6.500 euro. Tra le cose che non quadravano c'era, per esempio, l'abbondante quantità di rifiuti depositati sull'aerea dell'impianto. Questo e altri elementi hanno indotto gli uomini dell'Ustta a perseverare nei controlli.

Nuovo gigantesco accumulo di rifiuti

Dopo che la Smr ha ripulito l'area, a distanza di circa un mese gli agenti della polizia locale hanno potuto constatare la ripresa dell'accumulo di rifiuti, per lo più rifiuti urbani indifferenziati (dunque non pericolosi ma necessitanti di apposito smaltimento), a un ritmo vertiginoso. I vigili sono dunque di nuovo intervenuti, questa volta con i vigili del fuoco che hanno constatato il reale pericolo di incendio e il mancato rispetto di numerose norme di sicurezza. Per esempio, i rifiuti erano così tanti che quasi non si poteva camminare a piedi sull'area e in alcuni casi non potevano essere raggiunte le manichette antincendio. E' dunque scattato il sequestro preventivo dell'area.

I camion sospetti diretti a Varedo

Nelle settimane a venire la Smr ha lentamente sgomberato l'area con appositi camion che hanno prelevato i rifiuti per portarli in appositi impianti di smaltimento. Uno sgombero che, almeno sulla carta (stando ai formulari e alle schede di accompagnamento di ciascun carico) è sembrato svolgersi in modo lento ma regolare.

Il pedinamento: guarda il video

Lo sgombero però si ferma tra la primavera e metà estate 2018 per poi riprendere a un ritmo vertiginoso da fine luglio. Gli agenti dell'Ustta, che non avevano mai smesso di sorvegliare l'area, si insospettiscono nuovamente. Troppi e troppo frequenti sono i camion che giungono alla discarica per prelevare i rifiuti. Secondo le carte ufficiali dovrebbero portarli in precisi impianti di smaltimento ma i pedinamenti degli agenti della polizia locale di Como consentono di scoprire che in molti casi venivano portati a Varedo, sulla immensa area ex Snia. E' a questo punto che le indagini comasche si incrociano con quelle della DDA che ha svelato l'organizzazione criminale per la gestione e il trattamento dei rifiuti.

Due imprenditori comaschi nei guai

A essere indagati sono stati anche due imprenditori comaschi grazie al lavoro dell'Ustta. Si tratta di Matteo Molinari della Smr Ecologia e di Matteo Salomone della Salcon, altra società titolare di un'area in via del Lavoro che pur non avendo titolo per trattare rifiuti era diventata una vera e propria discarica. Tra la Salcon la Smr erano intercorsi rapporti professionali con trasporto da una all'altra di rifiuti. Si è poi scoperto che i rifiuti gestiti dalla Smr non provenivano solo dalle piattaforme ecologiche di alcuni Comuni comaschi (e per il cui trattamento la Smr aveva vinto bandio di gara pubblici) ma anche dalla Regione Campania.

La sodisfazione dell'amministrazionen e del comando

Elena Negretti, Marialuce Benedetti, Donatello Ghezzo, Aurelio Giannini

"Una piccola squadra, ma un grande lavoro". E' con questo piccolo slogan che l'assessore alla Polizia locale, Elena Negretti, ha voluto sintetizzare l'importanza del lacvoro svolto dagli agenti del comando di viale Innocenzo XI. L'assessore, nella conferenza stampa dell'11 ottobre 2019, ha sottolineato lo straordinario rapporto tra l'efficacia delle indagini e la esiguità del personale che compone l'Ustta (solo 4 agenti). A maggior ragione hanno espresso enorme soddisfazione anche il comandante Donatello Ghezzo e il Commissario Capo Aurelio Giannini.

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