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Piscina di Muggiò ancora chiusa, un tuffo nella burocrazia

Al vaglio la riapertura solo per gli atleti, ma i tempi sono lunghi

Nei giorni scorsi, nel nostro articolo sui ragazzi della Como Nuoto, avevamo anticipato la possibilità di una ripertura parziale della piscina olimpionica di Muggiò, l'unica in provincia di Como con una vasca da 50 metri. Sembrava infatti credibile l'ipotesi di un accordo per riaprire l'impianto ai soli atleti con l'esclusione delle tribune. Una soluzione che avrebbe potuto riportare gli allenamenti a Muggio nel giro di una settimana, il tempo necessario per riscaldare l'acqua.

Ma è invece molto probabile che gli oltre 1000 atleti, tra nuoto e pallanuoto, dovranno ancora allenarsi al freddo o vivere lunghe trasferte in Svizzera, a Monza o a Busto Arsizio, perché la solita burocrazia non concederà tempi brevi nemmeno a questa temporanea soluzione. Chiusa da 135 giorni, la piscina per ripartire - stabilito che i lavori di manutenzione ordinaria sono in carico alla Fin e quelli straordinari al Comune di Como - deve stipulare una nuova convenzione che sostituisca la precedente scaduta lo scorso 30 giugno; convenzione che dovrà passare al vaglio dell'Ufficio Gare e dell'Ufficio legale di Palazzo Cernezzi per poi dare il via alla Commissione di vigilanza. Non solo, i tanti problemi irrisolti hanno ritardato anche il rinnovo del certificato di agibilità dell'impianto, in scadenza a febbraio, e che ora potrebbe essere prorogato fino a giugno 2020. 

E così, invece di nuotare nella loro abituale piscina, gli atleti sembrano invece destinati ad annaspare nel mare di in una burocrazia che fa acqua da tutte le parti. Difficile quindi ipotizzare che l'impianto di Muggio possa essere riaperto prima della fine dell'anno.

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