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L'automobilista "italico" che parcheggia la Mercedes nel posto della Smart fa arrabbiare la Lega dei Ticinesi

Un post di fuoco riaccende la polemica

Non sembrano esserci segnali d'arresto per quanto riguarda le polemiche sui parcheggi dei ticinesi a Como e viceversa. La storia è lunga e tormentata, fatta di carri attrezzi, segnalazioni, proteste dei cittadini e bagarre politiche. E così pochi giorni fa è stata la volta di Lorenzo Quadri, il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, che non si è fatto sfuggire la ghiotta occasione per rilanciare la storia infinita delle discussioni tra auto ticinesi e italiane per quanto riguarda i parcheggi. Polemica, ad onor del vero, cavalcata anche dal sindaco Alessandro Rapinese che già in campagna elettorale aveva promesso guerra alle auto svizzere parcheggiate in sosta vietata.

Rapinese ancora prima di essere eletto, aveva parlato di un carro attrezzi espressamente dedicato a rimuovere le vetture dei ticinesi che sostavano in città indifferenti alle norme del codice della strada. Quel carro attrezzi si è poi materializzato la prima volta nella serata di sabato 9 luglio in via Grassi, in Ztl, per rimuovere una macchina con targhe ticinesi. Raggiunto al telefono il sindaco Rapinese si era limitato a commentare: "Ogni promessa è debito". Resta inteso che quel carro attrezzi avrebbe rimosso da lì anche un'auto italiana. 

Quadri rispolvera quindi i vecchi "rancori" con un post su Facebook dove scrive: "Autosilo Motta (Lugano): l'automobilista italico parcheggia la sua Mercedes nel posto riservato alle Smart, proprio sotto il cartello. A Como le auto con targhe TI parcheggiate irregolarmente vengono rimosse col carro attrezzi (almeno: di questo si vanta il sindaco)". 

I commenti 

Inevitabili i commenti sotto il post che è diventato subito popolare. Se in molti appoggiano Quadri, sono anche tante le persone che non danno torto a Rapinese perché, questa la teoria, chiunque (italiani o svizzeri) quando è fuori dai confini nazionali tende a comportarsi con menefreghismo. 

C'è anche chi fa notare al consigliere della Lega Ticinesi che il termine "italico" è del tutto desueto e si dovrebbe dire italiano, ma, scrive il commentatore "va da se che è fin troppo evidente il tuo intento dispregiativo, evidentemente sei a corto di argomenti. In secondo luogo la cosa da far notare non è tanto la targa (che non identifica la nazionalità del conducente), quanto il fatto che l'auto sta dove non dovrebbe stare. La polemica col sindaco di Como te la dovresti anche scordare, a meno che tu non voglia apparire per un povero invidiosetto. È anche per colpa di post come questo che poi saltano fuori tanti imbecilli frustrati (sia italiani che svizzeri) che danno fiato alle loro argomentazioni pseudo razziste, proprio quello di cui nessuno ha bisogno".

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