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Musicisti di strada, un regolamento stonato

Obbligo di iscrizione alla Siae e niente strumenti amplificati a Como

Il nuovo regolamento per gli artisti di strada, voluto dalla giunta Rapinese, fa subito discutere per una serie di norme vessatorie che porteranno, se applicate alla lettera, a una vera e propria rivoluzione. Uno dei punti più oscuri è certamente quello che riguarda l'iscrizione alla Siae: senza non si suona. Tradotto, vuol dire che nessun musicista straniero potrà suonare e nemmeno molti giovanissimi. In quanto non ancora avviati alla professione, i più giovani non sono infatti ancora iscritti alla Siae. Un provvedimento che toglie quindi la possibilità ai ragazzi di farsi le ossa per poi magari tentare il grande salto, dimenticando che spesso è stata proprio la strada a lanciare molti musicisti, e forse il film Once (Oscar per la miglior canzone) andrebbe riguardato.

Le domande e le contraddizioni del regolamento sono molte. E in buona parte le ha riassunte Barbara Minghetti, consigliere di minoranza: "Alcune domande importanti per chiarirci. Come si decide chi sono gli artisti veri? E se sono artisti ‘veri’ il comune pagherà un compenso? Se non possono vendere i cd come si possono sostentare? Come si potrà accompagnare un cantante senza la pianola/tastiera che necessita di amplificazione per suonare? Gli artisti “veri” stranieri che non hanno siae, perché è un ente italiano, quindi non potranno passare da Como? Attendiamo riunione commissione e passaggio in consiglio".

Uno dei tanti punti discutibili, o almeno critici, se non discriminatorio, è appunto quello dell'amplificazione, provvedimento che di fatto vieterebbe l'uso di diversi strumenti che necessitano di amplificazione. Fa poi sorridere il distinguo "artisti veri", con il Comune giudice supremo di un'arte. Insomma si profila una città sempre meno tollerante. Una città che spegne tutto alle 22.30 in virtù di un "quieto vivere" di pochi. Silenzio, a Como si dorme presto. E insomma nessun compromesso tra una città che ha diritto di riposare e una di vivere. Peraltro dopo una lunga estate muta. Senza uno straccio di evento in città.     

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