Pasti e nanna all’aperto e disinfezione continua: la proposta del nido famiglia di Olgiate Comasco

Ambra Scoca: “Fateci riaprire o molti genitori dovranno lasciare il lavoro”

Le istituzioni stanno dando molto risalto ai problemi educativi legati alle scuole superiori, agli esami di maturità e in generale alla didattica dai 6 anni in su. Con l'ipotesi di tornare tutti al lavoro in Lombardia dal 4 maggio, c'è però un aspetto fondamentale e poco discusso, quello dei bimbi nella fascia prescolare, da 0 a 6 anni. Ma anche per i piccolini esiste, se non un vero e proprio bisogno didattico, almeno una necessità di lavorare sulle proprie potenzialità e poi soprattutto resta il problema: se i genitori tornano a lavorare, chi si occupa dei bimbi piccoli?

ambra scoca nido famiglia-2

"Questa è la nostra grande preoccupazione - ci spiega Ambra Scoca, tagesmutter del nido famiglia La valle incantata di Olgiate Comasco -, quali sono le alternative per una famiglia? Affidare i bambini ai nonni, nonni che spesso lavorano ancora oppure che sono molto anziani? Così magari un solo nonno ottantenne si trova con tre o quattro nipoti da curare, nell'impossibilità di rispettare ferree regole e soprattutto con grave rischio per la sua salute: praticamente stiamo chiedendo a un figlio quarantenne di mettere a rischio la salute dei propri genitori per l'esigenza di affidargli i figli”. L’alternativa spesso è il babysitteraggio abusivo: “Non ne faccio una questione di capacità della persona che si occupa dei bambini, ma è chiaro che una volta che si lavora nel sommerso, si è completamente invisibili dal punto di vista delle regole, quindi ecco che non facendo riaprire i nidi famiglia per paura che le norme igieniche non riescano a essere rispettate, si obbliga le famiglie ad affidare i bambini a persone che non danno alcuna garanzia. L’alternativa, in un momento storico ed economico in cui già il nostro paese è fortemente in crisi, è quella di lasciare il lavoro”.

Perchè i nidi famiglia

Ovviamente il dubbio resta la sicurezza, che cosa è meglio per tutelare la salute dei nostri bambini, dei nostri anziani e in fine di tutta la comunità? "Io e le mie colleghe siamo fortemente convinte che il nido famiglia, soprattutto quelli strutturati in un certo modo, siano la situazione ideale. Parlo del mio per conoscenza diretta, ma sono in contatto con diverse strutture lombarde che hanno le stesse caratteristiche. Innanzitutto abbiamo un massimo di 5 bambini e secondo le regole di Regione Lombardia già dobbiamo garantire 10 metri quadrati a bambino, nel mio caso poi sono 15. All’esterno ho uno spazio di 300 metri quadrati. Già oggi sia io che altre colleghe con cui faccio rete proponiamo un metodo educativo che sarebbe assolutamente in linea con le nuove regole. Penso al grande uso che si fa dello spazio all'aria aperta, alla scelta di non proporre ai bambini centinaia di giocattoli buttati promiscuamente in uno scatolone, ma pochi oggetti estremamente facili da igienizzare. Già normalmente io faccio firmare all'atto dell'iscrizione un protocollo in cui spiego quali sono i casi sanitari in cui il bimbo non può essere ammesso a scuola, è chiaro che questo strumento diventerà ora ancora più importante. Il genitore non potrà entrare in struttura, sia al bambino che all'adulto sarà misurata la febbre e i locali che già normalmente io sanifico due volte al giorno verranno invece igienizzati quattro volte. Già da tempo poi stiamo pensando di far dormire i bimbi all'aperto nei mesi miti, secondo un metodo danese che si è dimostrato estremamente efficace per la salute”.

La risposta delle autorità

E allora perché se tutte queste misure possono essere rispettate le autorità non accennano a far riaprire le strutture? “Le autorità non si sono mai espresse, io personalmente ho scritto al governo, a Regione Lombardia e a tutti gli organi predisposti. Ma era chiaro che su questo argomento non ci sarebbe stata nessuna chiarezza, basti pensare che in tutte le commissioni formate per gestire l'emergenza nei vari settori, non è stato inserito neanche un pedagogista, a dimostrazione del fatto che nessuno si pone il problema educativo dei piccolini, né il problema organizzativo-economico di come le famiglie possano gestire il ritorno al lavoro”.

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Chiudiamo con una nota molto personale: Ambra ha due figli piccoli, che quando sarà possibile riaprire, frequenteranno, serenamente, il suo nido famiglia.

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