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Monumento ai Caduti, no alle recinzioni e alle provocazioni

Subito rimosso dalla polizia il cartello "zona spaccio" apparso in mattinata

Mentre questa mattina alcuni cartelli provocatori sono apparsi intorno al Monumento dei Caduti con la scritta "zona spaccio" è durato il tempo che la polizia intervenisse per la sua rimozione, tutto ciò che accada lì fa discutere. Persino un evento organizzato dal Teatro Sociale insieme al Comune di Como ha suscitato una polemica davvero assurda. 

Intanto, come spesso accade e non solo per il Monumento ai Caduti, si torna a parlare di recinzioni. Sulla questione è intervenuta Lorenza Ceruti, non nuova a posizioni molto nette sulle questioni calde della città, che in un posto su Facebook ha così commentato: "Ciclicamente si sente parlare di RECINTO ai monumenti. Non solo in questa città! Sono totalmente contraria a recintare spazi pubblici. Poi quando sono davanti a questo monumento proprio non mi capacito come si possa pensare di mettere un orribile recinto!  Sarebbe snaturare il monumento, il luogo e il rapporto delle persone con il monumento e con il luogo!".

"Le cosiddette protezioni (cancelli  recinti, recinzioni, paletti, muretti, siepi) oltre ad essere invasive e sempre esteticamente orribili vengono immancabilmente vandalizzate creando ancora più disordine e ciarpame nelle città. Comunicano inoltre l'incapacità di gestire lo spazio pubblico e il fallimento educativo di una società! Per pochi cretini, una intera cittadinanza e adesso anche i tanti visitatori devono essere puniti per ritrovarsi a dover guardare e fotografare orribili cancelli.  Tra l'altro sono scavalcabili (una sfida per i vandali) Credo che il peggior vandalismo per i monumenti pensati e realizzati liberi nello spazio pubblico sia proprio mettere intorno a loro una qualche brutta recinzione": 

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