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Minori stranieri non accompagnati: appello per tutori volontari a Como

La Guerra Ucraina rimette di stretta attualità il problema

La Città di Como conosce da anni il fenomeno della migrazione ed è deputata, come Amministrazione, all’accoglienza dei “Minori stranieri non accompagnati”. Il tema, peraltro, è tristemente attuale per via della guerra in Ucraina: questi ragazzi, talvolta appena adolescenti, non hanno sul nostro territorio un riferimento parentale che possa assisterli e tutelarne i diritti, così come sancito dalla Convenzione sui diritti del Fanciullo sottoscritta nel 1989.

L’Amministrazione comunale ha l’obbligo di provvedere alla loro accoglienza, identificando idonee strutture che possano garantire assistenza socio-sanitaria e relazioni con organi competenti, nonché un accompagnamento graduale all’autonomia che approdi all’inserimento sociale nella Comunità. Ad affiancare l’Amministrazione in questo percorso sono chiamati i “Tutori volontari”, che costituiscono non solo dei rappresentanti giuridici dei minori, ma devono essere una presenza attenta nella loro vita, intercettando criticità, bisogni, aspirazioni: qualcuno da chiamare per nome che sia un riferimento costante.

Per diventare “Tutore volontario” occorre rispondere ad uno degli avvisi pubblici di selezione e di formazione per tutori volontari emessi dai GARANTI REGIONALI PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA. Gli aspiranti Tutori volontari, dopo un corso di formazione, sono inseriti in un elenco istituito presso il Tribunale per i minorenni che procederà alla nomina. Nessun Tutore è solo, la rete di Tutori volontari attiva sui diversi territori è disponibile per scambiare esperienze e supportare nella gestione delle diverse funzioni e incombenze.

Il Comune di Como fa appeli  ai cittadini perché rispondano all’ultimo bando pubblicato da Regione Lombardia (Bollettino ufficiale regionale del 23 febbraio 2022 - Serie Avvisi e concorsi – bando n. 8 da pag. 49) per esprimere la propria disponibilità ad accompagnare i minori stranieri nel loro percorso di integrazione nel nostro territorio.

Questo il link. Le domande di partecipazione devono essere inviate mediante PEC (o raccomandata con avviso di ricevimento) all'indirizzo garanteinfanziaeadolescenza@pec.consiglio.regione.lombardia.it; la PEC deve essere intestata al candidato. Seguirà il percorso formativo.

I requisiti per poter diventare tutori sono i seguenti: cittadinanza Italiana o di altro paese dell’Unione Europea oppure di Paese Terzo, conoscenza della lingua italiana, residenza in Italia, età non inferiore ai 25 anni, godimento dei diritti civili e politici, assenza di condanne o di procedimenti di prevenzione, ineccepibile condotta, ma soprattutto disponibilità di tempo e generosità di energie per esercitare la funzione. Diventare tutore volontario è un gesto significativo di cittadinanza solidale. Significa contribuire, su base volontaria e gratuita, alla costruzione di una cultura della solidarietà e della protezione dei più vulnerabili per la promozione di una vera accoglienza che sia espressione forte di una volontà decisa di politiche inclusive.

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