Mattia Vacca, occhi in Europa e cuore a Schignano

Il personalissimo lavoro del fotoreporter comasco è richiesto e premiato ovunque

Il Carnevale di Schignano @MattiaVacca

Mattia Vacca è appena tornato dal Lussemburgo. Eppure ho la sensazione di trovarmi al cospetto di un fotoreporter ancora in viaggio. Anche quando non scatta, Mattia è in movimento. Non sta mai fermo: mastica sigarette mentre i suoi occhi stanno già fissando altri obiettivi. I suoi lavori sono adrenalici, figli di una schizofrenia artistica che è un po' la sua firma. Nel suo stile c'è una forte impronta caratteriale che lo rende subito riconoscibile.

Do un occhiata alle sue nuove foto e ritrovo intatto il suo stile anche nei primi scatti di "100 giorni in Europa", un progetto del Corriere della Sera finanziato dalla Comunità Europea che, dopo il Lussemburgo lo porterà in altre nazioni. La sua agenzia, la Prospekt Photographers, lo ha selezionato insieme ad altri 7 fotografi per accompagnare 30 giornalisti del Corriere nel racconto dei 28 paesi in vista delle elezioni europee del prossimo 26 maggio. Si tratta di un long form, il primo in Italia così curato e ricco di materiali, per la realizzazione del quale è stato chiamato un art director che collabora con il Washington Post. 

Mentre lo sguardo di Vacca è ancora in Lussemburgo, il cuore è già tornato a Schignano, a quel carnevale che nessuno ha saputo cogliere meglio di lui grazie al prezioso lavoro raccolto nel volume fotografico Winter's Tale: "Schignano in questo periodo è ovviamente molto in auge. Geo, edizione tedesca, nel numero di marzo appena uscito in edicola, ha pubblicato un servizio di 12 pagine che mi era stato assegnato dalla rivista lo scorso anno. Ci sono molti scatti inediti del Carnevale di Schignano, che è stato raccontato in questi giorni con una mia lunga intervista anche sul quotidiano portoghese Publico e da quello belga De Standaard".

L'ultimo lavoro di Mattia Vacca si intitola "The Forgotten War of Nagorno-Karabakh" e anche qui non sono mancate grandi soddisfazioni: "Questo reportage è andato molto bene, è stato ampiamente pubblicato in Danimarca e in Belgio; ha vinto il primo premio al Lugano Photo Days 2018 ed è arrivato in finale al Premio Voglino. Il Karabakh è un territorio conteso, uno stato non riconosciuto tra Armenia e Azerbaigian. Il mio lavoro si è incentrato sull'esercito e in particolare sulle giovani reclute - come già era successo per la Lituania - di un paese eternamente in guerra: finite le scuole medie i maschi devono obbligatoriamente fare il servizio militare mentre per le donne è facoltativo".  

"Contestualmente - aggiunge Mattia Vacca - avevo realizzato anche "The last days of Doukhobors’ disappearing community". Una etnia cristiana, scacciata dallo zar nel 1800 per motivi religiosi, che si è rifugiata su un altopiano a 2500 metri di altitudine tra la Giorgia e l'Armenia. Sono rimasti in vita 157 anziani che non erano mai stati fotografati prima così intimamente. Questo lavoro è stato pubblicato in Portogallo, è stato finalista al Photo Visa in Russia e in finale all'International Photography Grant. Ma è un progetto che non considero ancora concluso, voglio tornare per completarlo". 

Come dicevo all'inizio, Mattia Vacca non sta mai fermo e così la rivista francese Science et Avenir lo ha portato a Plateau Rosa sugli sci per fotografare alcuni laboratori di ricerca. Infine, anche se dire fine con Mattia è come fermare un treno in corsa, è arrivata anche la copertina del disco di Nicolo Ferloni per il suo progetto solista Servant Songs che debutterà a breve con Life Without War. Un titolo perfetto per uno scatto tra i più significativi dei soldati lituani. 

La svolta, dopo tanto lavoro e tanti premi in tutti il mondo è arrivata con il suo ingresso nella già citata Prospekt Photographers, un punto d'arrivo per molti fotografi, soprattutto in un momento in cui l'agenzia si sta rinnovando con nuove firme cme quella di Mattia Vacca o di Pietro Masturzo, l'unico in Italia negli ultimi vent'anni ad aver vinto il primo premio assoluto al World Press Photo.  

Non dimentichiamo, ora sì che il viaggio è davvero concluso con un ritorno a casa, che il lavoro "Confine", un bellissimo piccolo volume dedicato al fenomeno dei migranti a Como, pubblicato da Vacca insieme Philip Di Salvo ed Emanuele Amighetti, è già esaurito dopo avere collezionato importanti riconoscimenti in Turchia Inghilterra, Grecia, e Portogallo. 

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