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A maggio tre scioperi dei trasporti, due senza fascia di garanzia: rischio caos

Il primo sarà 15 del mese

Sono tre al momento gli scioperi dei trasporti previsti per il mese di maggio 2022. Il primo il 15 maggio con Trenord: lo sciopero è indetto dalle Rsu 1A e 1B, le stesse rappresentanze sindacali che tra maggio e dicembre 2021 hanno già dichiarato cinque scioperi, irritando - e non poco - l'azienda, che alla fine dello scorso anno aveva parlato apertamente di "modalità che intende causare significativi disagi ai passeggeri, vanificando la tutela della mobilità assicurata dalle fasce di garanzia, nonostante le aperture al dialogo". A rendere tesi i rapporti tra le sigle e la società che gestisce il trasporto ferroviario regionale è la scelta da parte di Trenord di utilizzare un sistema informatico di programmazione e gestione dei turni, che - a dire dei lavoratori - invierebbe modifiche ai dipendenti il giorno prima del loro impiego e spesso fuori dall'orario lavorativo. La circolazione dei treni sarà a rischio dalle 3 della notte del 15 maggio fino alle 2 della notte successiva. Come avvenuto già nelle precedenti occasioni, non dovrebbero essere previste fasce di garanzia perché l'agitazione cade di domenica. 

Il 20 maggio, solo 5 giorni dopo, sarà invece la volta dello sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati indetto da Cub. I ferrovieri potranno fermarsi dalle 21 del 19 fino alle 21 del 20 maggio, mentre i lavoratori del Tpl  (per chi studia o lavora a Milano anche metro, bus e tram ATM) possono incrociare le braccia "24 ore con modalità territoriali", come si legge sul portale del ministero delle infrastrutture e dei trasporti dedicato agli scioperi. 

Lo scioperp che rischia di causare maggiori problemi a chi dovrebbe usufruire dei servizi coinvolti, arriva lunedì 30 maggio, quando si fermeranno per 24 ore i lavoratori del trasporto pubblico locale per lo sciopero di Filt-Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Faisa Cisal. "L’ultimo sciopero nazionale ha registrato una percentuale di adesione quasi totale di tutte le lavoratrici ed i lavoratori del Tpl. L’insofferenza è al culmine. Il contratto collettivo di lavoro è scaduto da troppo tempo. Gli autoferrotranvieri internavigatori meritano l’immediato rinnovo", si legge in una nota congiunta delle sigle. Vi terremo aggiornati. 

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