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"Fioriere alte come il muro che bloccò il lungolago". Svolta Civica chiede di rivedere il progetto degli arredi

Undici anni fa la città insorse per salvare il lago dall'oscuramento, adesso la storia potrebbe ripetersi

"Fioriere alte 70 centimetri dal piano di camminamento della passeggiata a lago, ovvero esattamente l’ingombro che aveva il muro che spuntò nel 2009 e che produsse la rivolta dell’intera città". Da questa presa d'atto nasce l'iniziativa politica di Svolta Civica per chiedere con una mozione che l'amministrazione comunale di Como riveda il progetto degli arredi che dovrebbero abbellire il lungolago una volta che i lavori saranno finalmente conclusi. 

I consiglieri Barbara Minghetti e Vittorio Nessi hanno depositato ieri la mozione con la quale chiedono alla giunta di intervenire immediatamente per bloccare un progetto che, stante alle prime indicazioni, andrebbe a oscurare la vista del lago dalla città. 

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"Settanta centimetri, per chi l’avesse scordato - si legge nella mozione di Svolta Civica - è esattamente l’altezza del muro che 12 anni fa spuntò dal nulla, a firma dell’assessore Fulvio Caradonna e dell’ingegnere Antonio Viola. In altre parole, ci risiamo: il lungolago verrà oscurato alla vista, questa volta non da un muro, ma da fioriere di cemento. L’esame dei primi dati pubblicati ci restituisce la sconfortante immagine della maledizione che ha aleggiato sul progetto sin dalle prime battute: l’invisibilità del lago".

L‘esecuzione dei lavori fu sospesa quando fu resa nota la realizzazione di un muretto anti esondazione che con dall'altezza di 70 centimetri andava degradando sino a quota zero in direzione dei giardini a lago per riequilibrare la naturale pendenza del suolo.
A distanza di dodici anni, dopo che Regione e Comune si erano persino impegnati a bandire concorsi di idee per portare sul Lario i migliori architetti del mondo, siamo tornati al punto di partenza.
“Non è tollerabile la sottrazione della visione del lago ai passanti” si disse allora e il perentorio messaggio fu ribadito più volte in consiglio comunale. "Invece - affermano Minghetti e Nessi nella mozione - la proposta dell’architetto Semola ripropone il problema che era stato all’origine della sospensione dei lavori. Al posto del muretto degradante e delle panchine fisse, ora lo sguardo dei passanti è intercettato da 16 ingombranti fioriere alte 70 centimetri, come il famoso muro ma non degradanti, di lato variabile di 2,5 - 3,5 metri e 4,5 metri e per tutta la lunghezza del lungolago, sormontate da una struttura leggera in acciaio che ne aumenta l’ingombro oltre a un’area di 7,5 metri di diametro posta all’altezza di piazza Matteotti. Il tutto a ostruire la vista del lago.
A queste si sommano ben 70 panchine prevalentemente con schienale poste su due file all’ombra dei tigli che chiudono definitivamente la vista delle acque".
Insomma, quello che una volta era un ostacolo parziale e degradante ora sarebbe diventata una barriera impenetrabile allo sguardo "e per giunta", sostiene Svolta Civica, "di ben scarsa qualità architettonica". Da qui la richiesta a sindaco e giunta di "intervenire sulla progettazione degli arredi per impedire che, in qualsiasi modo, venga ostruita la vista del lago da posizione esterna alla passeggiata".

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