Stagione di caccia a Lambrugo: "Sembra che ci sparino in casa, paura a portare a passeggio il cane"

Alcune testimonianze dei cittadini

La caccia, come sempre, crea molte discussioni specie tra gli animalisti e coloro che invece praticano questa attività. Oggi però, a pochi giorni dalla chiusura della caccia in Lombardia, prevista per il 31 gennaio 2020, abbiamo parlato con alcuni abitanti di Lambrugo (Como) che ci hanno raccontato come siano terrorizzati dagli spari e dalle fucilate dei cacciatori.

A dare voce al parere di molti suoi concittadini, è la signora Matarazzo, che vive proprio in centro città. Avendo due cani per lei è normale ogni giorno portarli nei prati del Parco Valle Lambro per fargli sgranchire le zampe.

Quando si apre la stagione di caccia (soprattutto a settembre, ovvero quella alla lepre e ai fagiani, dati i numerosi esemplari della zona) è però impossibile fare una passeggiata nei prati, non solo per i proprietari di cani ma per chiunque voglia semplicemente prendere una boccata d'aria e stare a contatto con la natura.

«Non c'è bisogno di essere sui sentieri del Parco o nei prati: gli spari, specie quando comincia la stagione della caccia intorno al mese di settembre, si sentono anche da casa, sembra di essere in guerra. Io non conosco nel dettaglio le distanza che per legge dovrebbero essere rispettate tra le abitazioni e i cacciatori, so solo che il rumore delle armi si sente dalle case del centro, figuriamoci da quelle che sono adiacenti ai prati. Francamente c'è da aver paura. Durante la caccia certe aree verdi e boschive, anche se molto vicine al centro abitato, non si possono frequentare a meno di non voler rischiare di prendersi una pallottola volante!».

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Per non parlare dei cani « I miei cani, nelle mattine di caccia, non vogliono neanche uscire. Sono spaventati come quando, a capodanno sparano i botti» continua la signora Matarazzo «Io non voglio entrare nel merito dellla polemica tra animalisti e cacciatori, anche se è evidente che la mia posizione sia molto più simile a quella di chi tutela gli animali, ma in questo caso ne faccio proprio una questione di protesta civica. Chiedo, di fatto, che il Comune controlli che vengano rispettate le distanze e delineate chiaramente le zone dove i cacciatori possono svolgere la loro attività senza impaurire e mettere a rischio i cittadini e senza che ci si trovi a dover affrontare, un domani, drammatici incidenti». 

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