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Lago di Como, con il caldo tornano i tuffi vietati: i cartelli non servono. In due anni 5 morti in città

Il lato oscuro dell'estate sul Lago

Con il primo caldo a Como e sul lago ricominciano i tuffi anche dove è vietato e con tanto di cartello in tutte le lingue. Impossibile che i ragazzi in foto, notati da un lettore pochi giorni fa, non si siano accorti dei divieti. Eppure le tragedie che si sono consumate anche lì, in viale Geno, non sembrano scoraggiare la gente dal tuffarsi o comunque immergersi nel lago. Sono cinque i ragazzi morti nel lago di Como in città negli ultimi due anni e ben 17 in tutto il Lario. Il cartello di divieto di balneazione al Tempio Voltiano è scritto in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e persino arabo. Ma nulla cambia.

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Lo scorso 13 agosto quando a seguito di un tuffo perse la vita un 19enne, dopo pochi minuti dai soccorsi molti erano di nuovo intenti a tuffarsi, come nulla fosse. È una zona pericolosa per vari motivi e dove è tassativamente proibito fare il bagno. Eppure regna l'indifferenza. Le acque del Lago, per chi non le conosce e non è un esperto nuotatore, sono molto insidiose per le correnti anche forti, i mulinelli e per la loro temperatura. Ma, se questo è l'atteggiamento, sembra proprio che anche quest'anno dovremo assistere a inevitabili tragedie. 
 

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