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Venerdì, 19 Agosto 2022
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Fatoumata Diawara in concerto a Como: "La musica è un'industria della pace"

L'intervista all'artista attesa in Arena domani con un live tutto da ballare

Con un bagaglio di melodie dell'Africa occidentale, ritmi funk, pop e jazz, Fatoumata Diawara ha trascorso gli ultimi anni a girare il mondo. Oltre ai molti concerti europei, i suoi spettacoli l'hanno portata in Sud America, Asia e Australia, e naturalmente negli Stati Uniti. Dopo lo strepitoso debutto come solista nel 2011, la musicista maliana ha collaborato con il pianista Roberto Fonseca, con numerose esibizioni dal vivo e un album live. Recentemente, ha contribuito al grande successo che il progetto “Lamomali”, capitanato da Mathieu Chedid, ha ottenuto in Francia dove ha concluso un’importante tournée con due serate sold-out alla Accord Arena di Bercy, a Parigi. Artista poliedrica, Fatoumata ha nel frattempo continuato le sue attività cinematografiche, con numerosi ruoli, apparizioni e contributi musicali per vari film, primo tra tutti l’acclamato Timbuktu - per il quale ha vinto il Premio César per la migliore colonna sonora. 

Fatoumata, che dal vivo è un autentico vulcano, torna ad esibirsi nella sua città d’adozione giovedì 7 luglio all'Arena di Como per il Festival Como Città della Musica. Accompagnata dalla sua band, presenterà Fenfo, un disco audacemente sperimentale ma rispettoso delle sue radici, un lavoro che la definisce come la voce della giovane donna africana, orgogliosa della sua eredità ma con una visione che guarda con sicurezza al futuro e un messaggio universale. In attesa del concerto, l'abbiamo intervistata, e le sue parole sono un vero manifesto di speranza per questa stagione in cerca di pace.

Come ha vissuto, artisticamente, questi due anni di pandemia?

Da una parte questo tempo mi ha permesso di vivere di più la mia famiglia. Dall'altro non potevo incontrare le persone con cui avrei voluto collaborare e confrontarmi per la mia musica. Tuttavia è stato ugualmente un periodo utile per riflettere e ripartire.

La dimensione live, quella in cui le sue canzoni trovano pieno respiro, quanto le è mancata?

Grazie al mio bambino che era ancora molto piccolo, alla fine a casa non mi sono mai annoiata. Lui è stato il mio bilanciamento, mi ha dato l'equilibrio necessario in un momento in cui certamente il palco e il pubblico mi sono inevitabilmente mancati. Ma alla fine, ripeto, è stato un momento che ho vissuto serenamente. 

Ritrovare il palco con continuità le ha dato nuove energie?

Sì, assolutamente. E' stato molto emozionante rendermi conto che finalmente stavamo tornando sul palco. Era come ricominciare tutto da capo ma portando con sé tutte le emozioni di questi due anni. Tanta energia accumulata da rimettere in circolo negli spettacoli, tanta gioia ma anche tante domande sul futuro del pianeta, su cosa potessi fare io. D'altronde sono tutte questioni che mi sono sempre posta nelle mie canzoni. 

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Quanto è soddisfatta dell’album Fenfo? 

Essendo uscito nel 2018, fortunatamente ha goduto del tempo necessario per farsi conoscere e apprezzare anche grazie ai premi ricevuti in Francia e alle candidature al Grammy. Anche l'ex presidente americano Barak Obama ha mostrato il suo apprezzamento per Fenfo, Naturalmente sono molto soddisfatta del successo che ha riscosso e continuo a portarlo in tour perché non ha ancora smesso di darmi grandi soddisfazioni.

Sta lavorando a nuove canzoni?

Certamente in questo tempo ho continuato a scrivere e a comporre musica, ma io sono un'artista a cui piace stare sul palco e quindi il processo per arrivare a un album è sempre complesso, alla fine mi prendo tutto il tempo necessario per portarlo in giro per il mondo perché penso che tutti i miei lavori abbiano un respiro internazionale. 

Le collaborazioni, penso ad esempio a quella con Demon Albarn, ti hanno arricchito musicalmente?

Lavorare con Demon, così come con altri artisti, è sempre stato molto interessante. Sono una musicista internazionale e non importa in quale lingua canto. Semplicemente cerco di condividere con le persone la mia energia attraverso le parole, la musica, il ballo. Raccolgo stimoli dalle collaborazioni e cerco subito di rimetterle in circolo sul palco e nei dischi. E' molto importante aprire la propria anima e il proprio stile ad altri grandi artisti, sono occasioni che ti arricchiscono anche umanamente. 

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Come vive la tragedia della guerra, dal punto di vista creativo, un artista?

La musica è esattamente l'opposto della guerra. Scrivi canzoni e sali sul palco per fare felici le persone, per farle stare bene. La guerra non la capiamo, non la possiamo capire. Noi siamo al mondo per dare equilibrio all'energia delle persone, da una parte c'è la guerra, la pandemia, i dolori di questi anni. Dall'altra parte c'è la musica e la sua bolla in cui tutto viene lasciato fuori. Quando parto per andare in tour mi manca la mia famiglia ma allo stesso tempo so che ho il dovere di provare a condividere la felicità della mia musica con chi viene ai concerti e ama le mie canzoni. Il mio compito è quello di andare a combattere la guerra con le energie positive della musica, della mia Africa. Rimettere in circolo il bene in ogni parte del mondo è un sacrificio che come artista sento obbligatorio. E il concerto è quel momento in cui devo avere la forza di trasmettere un messaggio contro la guerra: tanti bambini, tante donne e uomini vengono ai miei show e salgono sul palco. Tutti insieme diventiamo un coro per ribadire che la pace è un dovere. 

La musica ha quindi un ruolo di messaggero di pace?

Senza alcun dubbio, la musica è politica, la musica è un'industria della pace che deve essere continuamente alimentata. Siamo una sola famiglia, non importa di quale colore o si quale paese, dobbiamo lottare per la felicità di tutti in tutto il mondo. 

Tornare a suonare nella sua città è uno stimolo in più?

Suonare a Como è semplicemente fantastico, E finalmente anche tutta la mia famiglia italiana può vedere dal vivo quello che faccio senza andare a cercarlo sui social. E' come una festa di famiglia, ma allo stesso tempo sono un'artista che deve rendere conto a tutto il pubblico, questo è il mio lavoro e le mie canzoni sono per tutte le persone che verranno al concerto. 

C'è tanta voglia di stare insieme e di ritrovare il sorriso.

Voglio che tutti vengano al concerto per condividere con noi tutte le vibrazioni positive che la musica può offrire dal vivo. Lasciate a casa tutti i pensiere cattivi e divertiamoci insieme. Dopo questi due anni anche il mio spettacolo è completamente differente. Davvero voglio invitare tutte le persone a vivere insieme a me e ai miei musicisti un momento di gioia 

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