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Intervista a Davide Van De Sfroos: "Questo live è per dire grazie a chi ama le mie canzoni"  

E intanto si fa sentire la suggestione di un nuovo disco acustico

Il lungo percorso di concerti si è concluso ma la musica di Davide Van De Sfroos continua con una raccolta di alcuni dei brani più significativi della sua lunga carriera in versione live. Registrati durante la tournée di quest’anno, molte canzoni mancavano da parecchio tempo nelle scalette dei concerti del cantautore lariano reduce dal successo del disco di inediti Maader Folk. Composto da 20 tracce che attraversano i 30 anni di carriera del cantautore, Davide Van De Sfroos - Live 2022 è il suo quarto lavoro nato sul palco.

Un disco, per ora, solo digitale e il perché ce lo spiega lo stesso De Sfroos: "Paolo Costola e Angapiemage Galliano Persico hanno lavorato tanto agli archivi raccolti in questi mesi. Siccome voleva essere un regalo di Natale per i nostri fan, avevamo l'esigenza di rimanere "liquidi" per offrire subito una sorta di colonna sonora dei concerti di un anno intero sul palco. Ma poi anche l'acqua si solidifica e magari già in primavera uscirà anche un'edizione in vinile"

Cosa porta di nuovo questo lavoro live?

Innanzitutto è una bella testimonianza della coesione della Maader Folk Band, di come si è adattata alle varie situazioni che si presentavano strada facendo: a teatro in inverno, nei parchi estivi e infine con il mood autunnale. Ma soprattutto ci sono tante canzoni che avevamo lasciato nell'armadio e che abbiamo indossato nuovamente per questi concerti. 

Musicalmente c'è molta intensità.

In tutti i brani c'è il flusso di una band che ha una amalgama pazzesca. Molti dei componenti sono anche polistrumentisti che hanno permesso di avere un sound davvero intenso. In molte canzoni ho sentito la densità del suono e inoltre mi ha fatto piacere ritrovare alcune sfumatura psichedeliche, figlie soprattutto dell'organo Hammond e delle chitarre. Insieme alle fisarmoniche e ai mandolini hanno portato sul palco un'ampia dilatazione caleidoscopica. 

Come è stato accolto il tuo ultimo disco di inediti?

Maader Folk è stato accolto molto bene nella sua totalità. Prima di potere uscire live ha avuto una lunga decantazione a causa della pandemia, così il pubblico ha avuto più tempo per assorbilo. In concerto, dove abbiamo riproposto fedelmente il suono del disco, tutti lo cantavano già con un nuovo rispetto per lo spettacolo. C'era molta attesa e nessuno voleva che il momento fosse rovinato. Alla fine è stato un bellissimo scambio di energie e questo disco live è il mio modo per ringraziare chi ama le mie canzoni.  

Davide-Van-De-Sfroos_Live-2022_Cover

Su potrebbe anche chiamate Best Live.

Ci sono 20 brani e il fatto che siamo stati sulla nave del palco così a lungo ci ha permesso di adattare di volta il volta la scaletta. E quindi non è stato così immediato raccogliere dai tre strati live un numero di canzoni che fosse adeguato a un disco. Grazie ad Anga, uomo notturno e dall'orecchio allenatissimo, alla fine siamo riusciti ad avere un ventaglio di canzoni adatte a questo lavoro. 

Ci sono tra questi brani alcuni a cui sei più legato?

La macchina del ziu Toni, Il libro del mago, un pezzo anche difficile da riproporre in concerto, Akuaduulza, Il camionista Ghost Rider sono state canzoni belle da ritrovare. È stato come chiudere un cerchio tra passato, presente e futuro. La dimostrazione che anche la musica è una ruota che gira e non una linea retta nell'universo. Un lungo viaggio che mi ha dato tante nuove energie e carezze da riportare a casa

In un celebre libro di William Least Heat-Moon, Strade blu, c'è una bellissima citazione Navajo: "Tutto quello che hai visto, ricordalo. Perché tutto quello che dimentichi ritorna a volare nel vento".

Quando esco di casa porto sempre con me un taccuino e una penna. Ho l'ossessione di dimenticare le cose e quindi prendo sempre appunti. E certamente quando sei spesso in viaggio per i concerti il taccuino è un oggetto fondamentale, anche solo per scrivere frammenti di canzoni nate per strada. Torna macchiato di vino ma non perde nulla. E poi certamente anche il telefono, perché ogni foto fissa un momento che mi ha detto qualcosa. 

Il futuro sta già bussando alla tua porta?

Un disco come Nebraska è stato già fatto e non ho la pretesa di emulare Bruce Springsteen. Però, se penso a un nuovo lavoro, tutto mi spinge verso quel tipo di atmosfera acustica. Il pensiero di canzoni nate con me solo davanti a un microfono, con un piano o una chitarra, poi ci si possono mettere tutte le spezie del caso, è quello che in questo momento sento musicalmente più vicino. Insomma penso sia arrivato il momento giusto per un disco intimo fatto in casa. 

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