Infortunio mortale in Val Cavargna: i sindacati degli edili chiedono più controlli

Le richieste insistono sul potenziamento degli enti ispettivi e il contrasto al lavoro irregolare

Sull'infortunio mortale avvenuto lunedì 16 settembre 2019 in un cantiere a San Bartolomeo Val Cavargna intervengono anche i sindacati lariani degli edili, chiedendo più controlli: "La fatalità non esiste. Di lavoro non si deve morire, ma vivere".

La tragedia avvenuta in Val Cavargna "accende ancora una volta la luce sui problemi della sicurezza sul lavoro all'interno del nostro territorio - commentano le segreterie provinciali di Feneal, Filca e Fillea -. Negli ultimi dieci mesi, solo in Val Cavargna si contano quattro incidenti gravissimi, di cui due mortali".
"La nostra solidarietà e vicinanza in questo momento di straziante dolore va alla famiglia di Rosario Lo Bue - continuano le sigle sindacali in un comunicato congiunto -. Gli organi competenti si occuperanno delle indagini, cui ci atterremo, e stabiliranno le cause e le responsabilità".

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"Noi chiediamo il completamento di quanto previsto dalla legge 81 - concludono i sindacati -, con la costituzione della patente a punti per il sistema di qualificazione delle imprese. Servono più controlli e il potenziamento degli enti ispettivi nei luoghi del lavoro. Bisogna reintrodurre il Durc, contrastando con forza il lavoro irregolare, moltpilicatore d'incidenti. Chiediamo anche l'applicazione del contratto collettivo a tutti i lavoratori di un cantiere, dando loro uguali diritti e formazione: le aziende devono considerare la sicurezza un investimento, non un costo".

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