La storia del nigeriano John, spazzino pendolare: "Non voglio l'elemosina, voglio lavorare"

Tutti i giorni prende il bus da Varese per pulire i marciapiedi e le vie di Como

Nigeriano, 28 anni, arrivato in Italia cercando una vita migliore. John Light sta facendo fatica ad integrarsi, ma ce la sta mettendo tutta, e giudicare dalla reazione dei comaschi sembra che ci stia riuscendo. Come? Dimostrando di volere lavorare.
John, però, non può aspettare che qualcuno lo assuma proponendogli un contratto regolare, potrebbe dover aspettare anni (e forse inutilmente). Lui ha così deciso di darsi da fare lavorando gratis per i comaschi, sperando che qualcuno di loro sia abbastanza generoso da lasciargli un obolo, magari contribuendo anche con qualche attrezzo per la pulizia, come scope e palette. Il cartello che espone agli angoli di città dove lavora è chiaro. Non solo, John ha scritto sul cartello anche il suo numero di cellulare, nel caso qualcuno abbia bisogno di un lavoretto extra.

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"Sono arrivato in Italia nel 2017 - racconta John ai microfoni di QuiComo parlando in inglese - dopo essere partito dalla Libia. E' stato un viaggio molto pericoloso di cui non mi va di parlare". Dopio l'arrivo in Italia John è riuscito ad attraversare il confine e raggiungere la Germania, meta ambita di molti migranti del Nord Africa negli ultimi anni. Ma le autorità tedesche lo hanno rimandato in Italia poiché sprovvisto di permesso di soggiorno. "Da tre settimane vivo a Varese - assicura adesso il giovane e volenteroso nigeriano - con regolare permesso di soggiorno. Vengo a Como ogni giorno con il bus e cerco di mantenere pulite le strade e i marciapiedi, ma sono disposto a fare altri lavori se qualcuno avesse bisogno".

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