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Michele Di Mauro

Michele Di Mauro

“Hey, sembra l’America!”, diario di un anno di scuola in Maryland

Un docente comasco ci racconta il suo libro e i giorni del covid negli Stati Uniti

Michele Di Mauro, 46 anni, comasco, vive e insegna in Maryland da 10 anni. Lo abbiamo chiamato dopo aver capito che il suo libro - appena pubblicato da Battaglia editore - sta diventando un lavoro cult, un felice caso editoriale. A Parkville, contea di Baltimora, sono le 11 del mattino.

"Sono cresciuto tra Monguzzo e Figino Serenza - ci racconta il professore. Dopo essermi laureato in lettere a Torino e specializzato a Milano, ho iniziato a insegnare in vari licei del comasco. Nel 2010 ho avuto l'occasione di accompagnare un gruppo di studenti italiani negli Stati Uniti per uno scambio estivo; da lì è nata l'occasione di insegnare in Maryland grazie alla proposta semestrale di una scuola. Era il 2010 e non sono più tornato in Italia. Da allora insegno latino in un liceo e tengo corsi di italiano e latino all'università. Avendo la mamma americana, ho la doppia cittadinanza che ha facilitato la mia permanenza negli Stati Uniti".

"In tanti dall'Italia, dopo anni di lavoro in America, volevano sapere come fosse la didattica in una scuola americana. Tante abitudini che davo per scontate - aggiunge Di Mauro - non lo erano affatto. Ormai guardavo ogni cosa solo dal mio punto di vista e mi sembrava tutto normale. Mi è sempre piaciuto scrivere e così, anche stimolato dalla curiosità di chi mi chiedeva informazioni, ho iniziato a raccogliere in una sorta di diario online alcune storie basate sulla mia reale esperienza ma con una classe composta da personaggi immaginari. La gente si è affezionara ai protagonisti e io stesso ormai li pensavo come fossero veri alunni".

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Come è nata l'idea del libro?

Ho scritto a Beppe Severgnini. Qualche giorno dopo mi ha risposto dicendomi che le storie erano bellissime, che offrivano una visione inedita dell'America e che avrebbe iniziato a pubblicarle su Italians in attesa di trovare un editore disposto a farne un libro. Alla fine si è fatto avanti Battaglia, una piccola casa editrice di Forlì, e la settimana scorsa è stato pubblicato Hey, sembra l'America. Diario di un anno di insegnamento in USA. Abbiamo rivisitato alcune storie per dare la continuità di un romanzo e ambientato tutto in North Carolina per offrire una connotazione ancora più rurale dell'America. Tutti i racconti sono stati scritti nel 2019 e c'è l'idea di fare un secondo volume ambientato nel periodo della pandemia e della didattica a distanza.

A proposito, come ha vissuto questo periodo negli Stati Uniti

Dall'Europa arrivavano brutte notizia e c'era la netta sensazione che stesse per succedere qualcosa anche da noi. Qui dipende molto dallo Stato in cui ti trovi. Il Maryland è una roccaforte democratica, una sorta d'Emilia Romagna d'America, Biden non ha avuto nemmeno bisogno di fare campagna elettorale: qui il voto a suo favore era già in cassaforte. Quindi siamo stati subito incanalati nel "non negazionismo". Venerdì 13 è stato il giorno in cui hanno chiuso le scuole e non le hanno più riaperte. Ma il giorno dopo la chiusura ogni studente aveva già ricevuto un computer per la didattica a distanza e la connessione ad internet è stata garantita a tutti dallo Stato con il potenziamento della wi-fi. Certamente non è così in tutta America, il Maryland è una regione ricca e fortunata. 

Le famiglie come hanno reagito?

Ovviamente non sono contente. Va anche considerato che il liceo americano è un autentico luogo di aggregazione, esattamente come si vede nei film: è tutto vero. A scuola poi si pratica molto sport e lì si vivono molti momenti che per un ragazzo sono indimenticabili: dall'omecoming alla graduation, ovvero dalla festa per il ritorno a scuola e a quella per la maturità. Poi molti hanno perso la possibilità di accedere alle borse di studio. Di per sè la Dad non ha cambiato molto il metodo di fondo. Sì, adesso ogni ora di lezione è fatta da una parte di insegnamento in streaming con l'insegnante e da una parte in cui gli studenti mettono in pratica da soli le lezioni. Nei licei americani, in presenza o a distanza, non esistono le classi ma corsi: ogni studente frequenta quelli che gli sono stati assegnati in base alle proprie capacità. Tra l'altro gli alunni sono costretti a frequentare la scuola  più vicina alla propria abitazione. In altre parole, se ti trovi in un quartiere meno abbiente è facile finire in una scuola meno virtuosa con insegnanti meno preparati. 

Come si controlla che uno studente non copi?

Innazitutto qui non esistono le interrogazioni. Sono 10 anni che ogni studente va a scuola con il computer e non è una grande novità svolgere test con strumenti informatici. Ma in America le regole sono ferree e gli studenti sono meno smaliziati che in Italia:  se copi, se ti beccano a fregare il sistema saranno guai anche all'università, come minimo sarai anche costretto a frequentare un corso di educazione civica. 

Le restrizioni a causa del covid sono state pesanti?

Un lockdown che obbligasse la gente a stare in casa in America è impensabile, il giorno dopo sarebbe scoppiata la rivolta. Come detto, hanno chiuso le scuole. Poi anche i negozi e le attività in alcuni mesi. Ma all'interno del proprio stato ognuno ha sempre potuto circolare senza problemi. Anche la mascherina quando è stata solo consigliata la si metteva soprattutto nelle città e pochissimo nelle zone di campagna. Ma quando e dove è obbligatoria la mettono tutti: qui la polizia non scherza. 

Il libro 

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La SHS, acronimo di Silvana High School, è una scuola immaginaria americana, nello Stato del North Carolina. Questo edificio degli anni Cinquanta non è neanche un lontano parente dell'America patinata e luccicante che siamo abituati a vedere nei magazines o in televisione. La voce narrante, Mr D, è un giovane professore italiano, che insegna latino, emigrato negli States. Oltre alla vocazione per l'insegnamento, il professore ha una grande passione: scrivere. Così Mr D ci accompagna in un diario quotidiano a episodi, nelle aule della SHS, che rivela pagina dopo pagina, l'America nascosta: un Paese in disequilibrio perenne tra la ricerca di giustizia sociale, politiche del consenso, e la non-etica del capitalismo incipiente. "Hey! sembra l'America" ci racconta attraverso le storie di una classe di ragazzi e del suo professore quello che l'America è ma non vuol far credere di essere.

«Mr. D noi non insegniamo, noi creiamo consenso. Il nostro datore di lavoro sono le famiglie che pagano le tasse... e loro non vogliono che insegniamo, loro vogliono che...» Mr. Cummings aveva alzato la testa verso il sotto, come a cercare una qualche ispirazione tra le pieghe del cartongesso pezzato di umidità, «loro vogliono che intratteniamo i loro figli. Io mi limito a semplificare al midollo un programma che negli ultimi due decenni è stato gradualmente semplificato a causa delle pressioni anti-intellettuali di una società utilitaristica. Gli insegnanti di questo Millennio non devono insegnare, devono intrattenere. Imparare è un processo intellettuale e le famiglie lo trovano incredibilmente palloso.»

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