Il nostro grosso grasso matrimonio indiano

E a novembre arriva il bis con il sì delle star più luminose di Bollywood

Deepika Padukone e Ranveer Singh

La festa è finita. E indubbiamente è stata ricca, molto ricca. Di un'opulenza facilmente discutibile: grossa e grassa, appunto. Ma non sarà nemmeno l'ultimo evento del genere. Infatti, tra non molto, come abbiamo anticipato in esclusiva nei giorni scorsi, ci sarà il bis grazie alle nozze di Deepika Padukone e Ranveer Singh - le due star più famose di Bollywood (nella foto sopra durante una scena di un loro film) - che verrano celebrate sul Lago di Como a metà novembre. I luoghi della cerimonia sono ancora top secret, ma il coinvolgimento organizzativo lariano sarà in questo caso ancora più diretto e non meno imponente.
Intanto, abbassati i riflettori, come sempre in città divampano le polemiche. Succedeva per i concerti, succede per la mezza movida, figuriamoci se non accadeva per un bene prezioso come Villa Olmo, seppure le proteste più importanti, se così possiamo dire, siano arrivate per la musica fino a notte fonda durante la festa di fidanzamento di Isha Ambani a Villa Olmo, dove si è tenuto anche il concerto della popstar John Legend, altro vip convolato a nozze proprio sul Lago di Como nel 2013. 

Nel caso specifico non è stata coinvolta solo la città, che pure oltre a Villa Olmo e agli Hotel ha "regalato" anche il Duomo e il Teatro Sociale: il magnate indiano per festeggiare il reale fidanzamento della figlia ha infatti voluto anche Villa D'Este, Villa Gastel e Villa Balbiano. Un'occupazione del Lago di Como senza precedenti e in buona parte effetto dell'evento Dolce & Gabbana il cui richiamo internazionale è stato davvero imponente. Ora si potrà anche discutere se il prezzo era giusto, se trasformare Villa Olmo in un lunapark privato sia etico oppure no rispetto all'uso di un bene pubblico storico. Si potrà persino considerare inammissibile una notte in bianco. Ma di certo nessuno potrà mettere in discussione il ritorno economico e pubblicitario offerto al nostro territorio da eventi di questa portata. A una "fabbrica" che usa la propria ricchezza per produrre ricchezza si può concedere qualche rumore? Una città la cui economia non può più fare a meno del turismo non può rispondere di no. Como ha il dovere di mettere tutto ciò a sistema e uno dei primi passi deve essere proprio quello di reinvestire soldi sui beni che li hanno generati. Pensare di fermarsi alle sterili proteste, questa sera sicuramente ci saranno strascichi in consiglio comunale, vuol dire non aver capito le gigantesche potenziali di uno dei bacini geografici più gettonati al mondo. Non saper cogliere il momento, trasformandolo in oro per tutta la città, sarebbe imperdonabile. La politica ha il dovere di avere una visione per il bene di tutti; la politica non può certo pensare di cavarserla soddisfacendo per qualche voto gli animi di quei pochi che vorrebbero una città placida come il loro salotto. Poi tutto potrà essere fatto meglio e magari con una regia più ferma. Ma sostenere che per Como questi eventi non sono ogni volta un "gratta e vinci" miliardario vuol dire essere in malafede. Non dimentichiamoci che viviamo in un territorio che deve buona parte delle sue fortune ai martelli dei telai. Quelli che mandavano avanti e indietro le navette erano rumori forti. Quelli sì. 

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