Il telelaser multa Sergio Gaddi in Napoleona, ma lui fa ricorso e lo vince: non era ben segnalato

L'ex assessore aveva superato il limite e gli era stata ritirata la patente, ma il giudice di pace gli ha dato ragione contro il Comune di Como

Chissà quanti automobilisti e motociclisti sono stati multati in via Napoleona a Como dopo essere stati pizzicati dal telelaser della polizia locale. Chissà quanti di loro hanno pagato e quanti altri si sono visti ritirare la patente o decurtare i punti. Tra loro c'è Sergio Gaddi, l'ex assessore alla Cultura e al Bilancio di Como.

Il 22 ottobre 2019 Gaddi procedeva in discesa lungo via Napoleona, superando il limite di velocità a bordo del suo scooter. In fondo alla discesa, però, c'era ad attenderlo la paletta di un vigile che lo ha invitato ad accostarsi. Il telelaser, ha spiegato l'agente di polizia, aveva rilevato un'infrazione del limite di velocità tale da richiedere il ritiro della patente. In quel preciso momento Gaddi ha deciso che il Comune di Como non avrebbe mai avuto la meglio su di lui e che quella multa sarebbe riuscito a farla annullare. E così è stato.
Gaddi ha presentato ricorso al giudice di pace. All'udienza fissata non si è presentato alcun legale del Comune. Il giudice ha comunque accolto le contestazioni di Gaddi che ha dimostrato, con ampia documentazione fotografica alla mano, che il telelaser non era affatto ben segnalato. Dunque, multa annullata.

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"Il telelaser - ha commentato Gaddi - è misura di prevenzione, non di imboscate. Se il comune vuole usarlo, allora lo faccia secondo la legge e non nascondendo gli obbligatori cartelli di segnalazione. Comunque, questo malcostume è molto diffuso, ed infatti c’è ampia giurisprudenza al riguardo. I cittadini non sono sudditi medievali, è bene che il comune di como non lo dimentichi".

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