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Sabato, 18 Maggio 2024
Attualità Bellagio

Il paradosso di Bellagio, dove nacque la fotografia: no al fotografo di strada che lavora l'antica tecnica

La storia di Rosario Patanè: con la sua fotocamera di inizio Novecento girà le città per rendere unici ed eterni i ricordi

Nelle pittoresche strade di Lezzeno, un tranquillo borgo sul lago di Como, vive un fotografo unico nel suo genere: Rosario Patanè. Armato di una macchina fotografica di inizio Novecento, questo artista itinerante cattura l'anima delle persone nelle strade di Milano, la sua principale fonte d'ispirazione. Utilizzando un'antica tecnica di sviluppo argentico, Rosario crea immagini uniche e irripetibili direttamente sul campo, senza l'ausilio di un negativo. È un processo magico che trasforma istanti fugaci in ricordi tangibili, consegnati agli spettatori in forma di preziose fotografie. Tuttavia, non tutto è rose e fiori per questo artista della luce. Nonostante abbia una regolare partita IVA e un talento indiscutibile, Rosario ha incontrato un ostacolo inaspettato nel suo percorso artistico: il Comune di Bellagio. Sconcertato e deluso, Rosario ha ricevuto un rifiuto netto dall'amministrazione di Bellagio quando ha chiesto l'autorizzazione a esercitare la sua arte nei pittoreschi vicoli della città. La ragione? Non rientra nella categoria degli artisti di strada, bensì in quella degli artigiani.

Fotografia a sviluppo diretto

Dove nacque la fotografia e la cartolina

Ciò che rende questa situazione ancora più paradossale è la storia ricca di significato che lega Bellagio alla fotografia. È qui, nel 1833, che William Henry Fox Talbot ebbe l'illuminazione che avrebbe cambiato il corso della storia della fotografia. Allora utilizzava la cosiddetta camera lucida che proiettava su un supporto un'immagine luminosa che l'artista e scienziato ricalcava e dipingeva trasformando quell'immagine, generalmente un panorama, in un'antisignana delle moderne cartoline. Durante una visita a Civenna (frazione di Bellagio), Fox Talbot fu ispirato a creare la prima tecnica funzionante della storia della fotografia, che si avvaleva del nitrato d'argento.

Fotocamera di inizio Novecento

Il paradosso di Bellagio

Proprio nel cuore di Bellagio, dove un giorno nacque l'idea che avrebbe portato alla nascita della fotografia moderna, Rosario Patanè si trova ora a lottare per esercitare la sua arte senza ostacoli. È un'ironia del destino che mette in evidenza la complessità e le contraddizioni della vita moderna. Nonostante le sfide e le delusioni, Rosario continua a perseguire la sua passione, portando avanti il suo lavoro con dedizione e orgoglio, ma solo in alcune città è ben accetto. "A Milano, Pavia e Bergamo, per esempio - spiega a QuiComo l'artista e fotografo - posso lavorare in piena regola, mentre a Bellagio, dove tutto nacque, non mi autorizzano. E' un'assurdità, anche perché così si fa una distinzione rispetto ai pittori. Ma anche io sono un'artista e non un banale fotografo. Le mie foto, infatti, sono uniche e irripetibili in quanto privaedi negativo. Purtroppo sembra che non mi vogliano neanche a Varenna e nemmeno a Como. Ed è un peccato, perché il lago è davvero una fonte inesauribile di ispirazione e so che i turisti apprezzerebbero tantissimo il mio servizio".

Un'immagine che sfida i secoli

La tecnica utilizzata da Patanè, praticamente la stessa messa a punto da Fox Talbot, fa sì che la fotografia realizzata sia non solo unica e irripetibile, ma addirittura pressoché eterna. "Si pensa che possano durare fino a cinquecento anni - spiega Patanè - anche se finora le più antiche che abbiamo hanno solo, si fa per dire, circa due secoli. Questa longevità è data proprio dalla tecnica all'argento".

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