Venerdì, 18 Giugno 2021
Attualità

Quando la musica regala il sogno di una città senza odio e senza confini

A Como una notte di festa nata sotto il segno dell'integrazione con i fili di Dieye

Foto di Mariagrazia Giove

Solo il maltempo ha provato a minacciare una notte di festa. Ma non è bastato perché oltre 300 comaschi hanno partecipato alla festa per Dieye a Como. Fino all'ultimo secondo  c'è stata infatti una corsa contro il tempo per trovare una location alternativa allo spazio all'aperto. Grazie alla Comunità dell'Annunciata della Fondazione Somaschi, che ha accolto la serata nella palestra della propria struttura, l'evento ha avuto un grande successo, dimostrando così la faccia più bella di questa città.

Due i momenti più emozionanti della serata. Il primo quando il pubblico ha acclamato  a gran voce l'ingresso di Dieye, di cui per mesi si è parlato dopo il nostro articolo. Dieye è salita sul palco con una vecchia valligia sottobraccio, simbolo delle emigrazioni che da sempre hanno caratterizzato la storia, da quelle degli italiani in America (la valigia risale proprio a quegli anni) ai barconi di questi anni del Mediterraneo. Dalla valigia, Dieye ha estratto dei giotelli intrecciati coi fili e li ha distribuiti a tutti i presenti creando per sempre un legame indissolubile. "I fili di Dieye" sono metafora di molti legami e di molte storie.

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Il secondo momento che ha commosso il pubblico (sono molti i volti dei presenti rigati dalle lacrime) è arrivato con la connessione via skype con il villaggio di Mbour in Senegal. In lingua wolof Dieye ha presentato il suo papà e la sua mamma, i suoi  fratelli, e nello schermo un po' alla volta sono apparso i bambini e gli amici... mezza Mbor è stata incollata allo schermo per partecipare alla festa e per seguire tutto il concerto. Bocephus King, facendo un saluto, ha detto che "il feeling che si percepisce è un'energia che può abbattere muri e costruire ponti. Forse siamo sulla strada giusta.".

Dieye ha poi invitato tutti a ballare e in un attimo ha riempieto la pista. La squadra di donne, anima pulsante del progetto  è stata chiamata sul palco a presentarsi indossando i coloratissimi e tradizionali abiti senegalesi cuciti spediti per l'occasione dalla mamma di Dieye. Elena Razzi, riassume il senso dell'evento: "Ci hanno chiesto un seguito di tutta questa storia. Inseriremo una serata all'interno del festival Storie di Cortile e la intitoleremo il Viaggio di Dieye. Dieye tornerà in quei giorni in Senegal dalla sua famiglia e la prossima diretta Skype sarà con lei. Sono arrivate molte richieste da parte di altre donne di fare parte di questa squadra. La rete si allarga. I fili si espandono".

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Il concerto ha visto l'interazione sul palco del canadese Bocephus King e del musicista di Dakar Marius Seck, che hanno cantato anche due brani dal disco Yayla, venuto alla luce proprio un anno fa in occasione della giornata mondiale del rifugiato. Per il gran finale sono stati raggiunti sul palco da Issa, uno dei ragazzi che grazie all'associazione Refugees Welcome ha trovato accoglienza in famiglia.

Alle 9 in punto, terminato il Ramadam, Don Giusto Della Valle ha raggiunto la festa insieme ai ragazzi della sua comunità, molti dei quali conterranei di Dieye.
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