Fatou al Jova Beach, in 100 mila sotto il palco

Fatoumata Diawara apre le danze di Jovanotti a Milano, la gallery e il video

Fatou con Jovanotti

Uno show strepitoso quello di Jovanotti ieri a Milano. Linate è stata letteralmente invasa da una folla di 100 mila persone. Il Jova Beach, con Lorenzo nei panni del pirata - atteso in città dopo aver conquistato le spiagge di mezza Italia - ha visto tra i protagonisti della serata anche una splendida Fatoumata Diawara, comasca d'adozione, che ha cantato tre brani insieme a Jovanotti: Three Little Birds di Bob Marley, Sowa e Nterini. Quello di Fatou è stato il set che ha chiuso la carrellata di ospiti e aperto il set ufficiale del Jova Beach, l'evento live dell'estate 2019.

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Fatou (nella foto sotto insieme aJovanotti nel backstage prima del concerto) ha portato sul palco il calore contagioso della sua musica. L'artista originaria del Mali ha offerto anche in questa prestigiosa occasione tutta la sua carica emotiva, L'intensità della sua performance ha contagiato anche Lorenzo, artista all'apice di un successo che sembra non avere più confini. Più che un concerto il suo è uno show, una festa della musica che in occasioni come questa acquista una dimensione universale. Lo ha dimostrato la stessa Fatou, autentica regina della musica world, delle canzoni senza barriere che sono un po' lo stesso ombelico del mondo che ha fatto la fortuna di Jovanotti. . 

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Fatoumata Diawara, candidata ai recenti Grammy awards 2019, ha pubblicato il suo ultimo album Fenfo lo scorso anno. Registrato tra Mali, Burkina Faso, Barcellona e Parigi, il disco ha suggellato il successo del tanto acclamato lavoro di debutto Fatou. Fenfo è traducibile come “qualcosa da dire”. Il disco ha infatti molto da raccontare, e lo ha fatto con uno stile a volte esuberante nella sua contaminazione pop. Un afropop ricco di felici intuizioni, tra geniali contaminazioni funky, leggerezze tropicali piacevolmente esotiche e sintesi pop trascinanti come un rock’n’soul anni 70, anche se è nel pregevole uptempo di Kanou Dan Yen che la musicista trova il perfetto equilibrio tra la modernità afro-disco e le sonorità antiche della kora. Uno spirito musicale guerriero, che non ha paura di denunciare le grandi tragedie che avvengono nella sua terra d’origine.

Preziosa testimonianza della serata, quella di Francesca Ballabio, autrice comasca del recente volume "Jovanotti Live: io c'ero. Una vita in tour". "Ho guardato il contapassi: 29.127, ossia 19,8 Km a piedi. Da ieri mattina a stanotte. Tutti spesi al Jova Beach di Linate. In ogni passo c’è stato qualcosa di magico: location irripetibile, 100 mila persone con il sorriso, percepire il rispetto reciproco che contraddistingue il popolo di Lorenzo, sentire che tutto lo show è stato costruito da 1000 persone che hanno lavorato insieme, talmente tanto che hanno deciso di farsi lo stesso tatuaggio nello stesso giorno, proprio ieri, l’ultima data del tour. Tutti, Lorenzo compreso".

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ballabio-2"Nei miei passi - dice ancora Ballabio - c’è stata anche la scoperta di Fatoumata e della sua storia, della potenza che ha dal vivo; un Salmo inedito versione batterista; l’emozione di vedere una luna enorme (creata solo per lo show di ieri) che si alzava sopra alle teste di tutti; la vista di un Lorenzo che come ogni ultima data mischia la felicità di avercela fatta alla malinconia di lasciare il palco e dopo l’ultimo pezzo ringrazia più volte il suo pubblico ma non riesce a scendere e spegnere le luci dello show. Ieri è stata la finale dei mondiali. La squadra di Lorenzo ha vinto andando oltre le polemiche e l’impossibilità di pensare in grande che contraddistingue i molti. Ha vinto la sfida. E chi l’ha seguito ha vinto con lui". 

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