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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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La polizia di Erba vuole i bastoni distanziatori, uno strumento che suona malissimo al tempo del covid

Il sindaco Airoldi ci spiega però che si tratta di una normale richiesta di equipaggiamento da difesa per la polizia locale, che, tra l'altro, deve ancora essere votata

« Il consiglio comunale di Erba voterà l’acquisto dei bastoni distanziatori che ogni vigile/vigilessa porterà nel cinturone». Cominciava così il comunicato inviato alle redazioni dal PCR di Como. 

Ma per quanto la parola, bastone distanziatore, in periodo di covid possa stridere e far rabbrividire i più, è proprio il sindaco di Erba, Veronica Airoldi, a spiegarci che si tratta di normali dotazioni per la polizia. Sono definiti strumenti di autotutela e sono progettati e realizzati con caratteristiche che debbono escludere il potenziale di offesa alla persona, e per cui non sono neanche classificabili come armi. Non sono manganelli, ma dispositivi di protezione individuale. 

La parola ai tempi del covid può suonare male, ma la pandemia non c'entra. Spiega il sindaco Airoldi: «È una semplice richiesta del Comandante che ha domandato qualche modifica tra cui la possibilità, per la polizia locale, di avere in dotazione questi bastoni distanziatori. Una richiesta che verrà messa ai voti e che è solo all'inizio di un lungo iter». Normale amministrazione, quindi.

Il comunicato di PCR: "Il prossimo passo sarà l'adozione del Taser"

A questo punto la riflessione mandata alla redazione di Cristiano Negrini, Responsabile comunicazione PRC/SE provinciale Como, va letta più come uno spunto di riflessione politico, che vi riportiamo integralmente:

«Il consiglio comunale di Erba voterà l’acquisto dei bastoni distanziatori che ogni vigile/vigilessa porterà nel cinturone.

Beh, uno pensa: “Giusto, in questi tempi di pandemia covid 19 ci voleva proprio uno strumento nuovo per tenere le persone ad almeno un metro di distanza, per alzare le mascherine a chi le porta abbassate sul mento, per infilarle a chi non le porta proprio!”

E poi, anche senza pandemia, come dissuadere le persone sorprese, come da verbale, in atti osceni in luogo pubblico? Come frenare i piedibus che sorpassano a destra? Come sciogliere i capannelli di quelli che “ciciarano” e basta davanti al furgone dei polli allo spiedo?

Scherzi a parte questi, a chiamarli col loro nome, sono manganelli; che distanzieranno solo il corpo dei vigili urbani dalle persone che invece hanno bisogno di luoghi pubblici agibili, strade percorribili, relazioni cordiali, di aiuto contro piccole ingiustizie e ascolto per i loro disagi quotidiani.

Pensiamo che il prossimo passo di una giunta che propone l’acquisto di manganelli 2.0 sarà l’adozione del Taser, la famigerata pistola elettrica che stordisce il malcapitato. In questo modo la trasformazione dei vigili in robocop nostrani sarà quasi completa: a quel punto ci saranno da acquistare solo i lanciafiamme.

Sarebbe un bel segnale di civiltà se, quando il consiglio comunale di Erba voterà l’acquisto di questi corpi contundenti,  qualche consigliere prendesse appunto le distanze, da solo, usando la propria coscienza al posto del bastone.»

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