Emilio Russo, l'addio al politico ed intellettuale Comasco: "La sua intelligenza mancherà a tutti"

Amici e colleghi spendono per lui parole di affetto e stima

Emilio Russo era un volto molto noto in città per il suo impegno intellettuale sempre proficuo su numerose questioni al centro dei dibattiti cittadini. Era conosciuto anche come docente di filosofia del liceo Giovio (in pensione) e scrittore.

Un pensatore, la cui improvvisa scomparsa, e il tragico ritrovamento del suo corpo in un dirupo, hanno lasciato un profondo segno nella comunità oltre che naturalmente nel cuore dei suoi amici e famigliari. Stava camminando, per trarre ispirazione per il libro che voleva scrivere, e sarebbe stato ambientato proprio a Lezzeno, un paese che Emilio cominciava ad amare profondamente, specie nelle caldi estati. 

«Un uomo attento al presente e a un passato che a volte non ci va di riconoscere come nostro. Ma, al fondo, ottimista e positivo.», come si definiva lui stesso.

Amato e rispettato anche da chi, politicamente, la pensava diversamente da lui ma che in lui vedeva un leale avversario.

I messaggi per Emilio Russo

Tanti gli attestati di stima per Emilio Russo.

«Sembra impossibile dover dire addio anche a te, Emilio. È così difficile trovare le parole in questo momento carico di dolore.
Lasci un vuoto enorme nelle persone che ti hanno voluto bene e nella tua comunità, nella sinistra comasca e non solo. 
Per me e per molti di noi sei stato un “compagno” vero e un riferimento sempre prezioso nella strada di questi anni, anche quando abbiamo scelto percorsi diversi, continuando a volerci bene. Mi rimane il ricordo della tua intelligenza, delle discussioni appassionate, delle tue critiche che però non mi facevano mai arrabbiare fino in fondo. Mi mancherai tanto. Ciao Emilio». Queste le parole del deputato Chiara Braga. 

Commoventi anche i ricordi di Adria Bartolich, giornalista ed ex parlamentare che ricorda Russo per aver avuto con lui un rapporto "ruvido" dove lui la definiva "selvatica " e lei lo chiamava "orrido". «Roba da cane e gatto", scrive la Bartolich. Ma nonostante gli attriti la stessa lo ricorda con affetto e come un uomo di valore, con cui avere un legame che va oltre le formalità politiche.

Un uomo di grande intelligenze e cultura, dunque, con un carattere non sempre facile, ma "sincero e passionario", come lo descrive il consigliere regionale Angelo Orsenigo. 

«Viene a mancare una figura storica della sinistra comasca e un grande intellettuale del nostro territorio - commenta Umberto Colombo, segretario generale della  Cgil di Como- ricordiamo con affetto le tante occasioni di confronto e collaborazione sui temi del lavoro».

Mario Landriscina, sindaco di Como ne parla come di " un pubblico amministratore, competente e appassionato, in Comune, in Provincia e in Regione, anche se forse quello a Palazzo Cernezzi era stato l'incarico che più aveva amato". Una persona molto amata, " che lascia di sé un vivo e affezionato ricordo anche nelle persone distanti da lui sul piano politico".

Un uomo sinceramente coinvolto nella ricerca del bene comune e dell’interesse della collettività, come descritto in un addolorato comunicato firmato dal Partito Democratico Federazione provinciale di Como.

La famiglia ringrazia di cuore tutti i cittadini, il Comune di Lezzeno e i soccorritori: vigili del fuoco, Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Protezione Civile della Provincia di Como e Soccorso Alpino per tutto l'impegno messo nelle ricerche e per l'affetto dimostrato.

Ci lascia una persona di cultura, un pensatore positivo: un altro doloroso ed improvviso lutto per la comunità. La sua intelligenza mancherà a tutti. 

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