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Centro Como preso d'assalto: un'altra domenica di quasi normalità

Il girone pedonale non è entrato in funzione: numerose persone a passeggio in città murata e sul lungolago

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Domenica 21 febbraio è stata l'ennesima conferma di quanta voglia abbiano i comaschi di tornare alla normalità e di godersi il lago e la città, nonostante il rischio di contrarre il covid. Anzi, potremmo dire che la voglia di riprendersi un po' di libertà abbia superato la paura di ammalarsi. Complici senz'altro le miti temperature, in tanti hanno nuovamente affollato il centro città. Non parliamo solo di cittadini comaschi ma anche (e forse soprattutto) di persone provenienti dalle periferie, dai Comuni limitrofi e persino da fuori provincia. Lo prova il grande afflusso di auto sulle principali arterie in ingresso e in uscita dal centro.

Le vie dello shopping del centro storico si sono riempite di "passeggianti". Si sono viste intere famiglie a spasso, gruppi di amici seduti ai tavolini dei bar (quelli aperti di domenica) e persone di ogni età che semplicemente passeggiavano per godersi una domenica di svago fuori dalle mura domestiche. 
E' logico che le vie della città murata si siano più o meno affollate (a seconda degli orari). Forse c'è chi si aspettava di vedere qualche controllo in più delle forze dell'ordine, visto che il distanziamento sociale in queste circostanze è pressoché impossibile. E forse c'è anche chi attendeva di vedere l'istituzione dei sensi unici pedonali. Ma così non è stato. Como in zona gialla, questa domenica, è apparsa come quella dell'epoca pre-covid, eccezion fatta per le mascherine sul volto di tutti.

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