Attualità Diga foranea Piero Caldirola

La protesta: "Giù le mani dai pescatori di Como"

Contro la proposta di vietare la pesca nel primo bacino

Un folto gruppo di pescatori, tutti iscritti all'Associazione pesca sportiva, si è ritrovato nella sera del 5 giugno sulla Diga Foranea del primo bacino del Lago di Como, davanti alla città. Un momento per stare insieme e condividere la passione della pesca, ma anche un'occasione per poter esprimere in coro il dissenso contro la proposta, avanzata a Palazzo Cernezzi, di vietare la pesca nel primo bacino poiché zona turistica.

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I pescatori hanno sfoderato uno striscione semplice, chiaro e conciso: "Giù le mani dai pescatori di Como". Del resto è da sempre che si pesca dalle rive del primo bacino e dalla Diga Foranea, e forse proprio i pescatori sono uno dei simboli del lago nell'immaginario collettivo non solo delle nuove generazioni di comaschi ma anche dei visitatori e dei turisti.

Qualche luccio perca e qualche pesce siluro è stato il "bottino" della serata di pesca. La manifestazione è stata serena e pacifica segnata dal buon umore. I pescatori, comunque, intendono tenere duro e lottare affinché non venga davvero adottato il divieto di pesca, sebbene qualcuno sia d'accordo nel regolamentare la pesca con precise fasce orarie onde evitare che si peschi nelle ore e nei giorni per così dire di punta, quando cioè le passeggiate in riva sono affollatissime di turisti.

Bisogna inoltre ricordare che sebbene esista una legge regionale che vieti la pesca nelle zone turistiche il primo bacino del lago fa eccezione poiché la gestione delle acque è proprio dell'Aps che ha tutte le autorizzazioni e carte in regola per usufruire delle acque del primo bacino come zona di cattura o addirittura come "campo sportivo".

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