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Coronavirus

Lombardia a un passo dalla zona gialla: superata la soglia di ricoveri in terapia intensiva

Altro indicatore da zona gialla per la Lombardia. Fontana: "Giovedì sapremo"

Il pericolo c'è e lo stesso Fontana ne aveva paventato il rischio nei giorni scorsi. Due parametri già oltre la soglia, uno che resiste ancora. La Lombardia è sempre più in bilico tra la zona gialla - che sostanzialmente riporterebbe l'obbligo di mascherina all'aperto - e la zona bianca, la fascia di rischio più bassa, e praticamente senza restrizioni, conquistata a giugno scorso. Per il declassamento, come stabilito dal decreto del governo Draghi, "servono" un'incidenza superiore ai 150 casi di coronavirus per 100mila abitanti e un'occupazione superiore al 10% per le terapie intensive e al 15% per i reparti ordinari. Sarà determinante capire anche l'avanzata della variante omicron in Lombardia. 

Il bollettino del 21 dicembre

L'incidenza, in Lombardia e nel resto d'Italia, da tempo è ormai superiore al limite massimo, ma la novità delle ultime ore è che anche le terapie intensive sono nuovamente in sofferenza dopo l'aumento dei contagi. Ad annunciarlo, martedì mattina, in collegamento con "Buongiorno" su SkyTg24, è stato il governatore Attilio Fontana: "Per quanto riguarda i ricoveri in terapia intensiva abbiamo da poco superato la misura fatidica del 10% - ha spiegato -, mentre per quanto riguarda le terapie ordinarie siamo al 12,3%". 

Nei giorni scorsi, proprio per allontanare lo spauracchio zona gialla, dal Pirellone avevano deciso di aumentare i posti negli ospedali, aggiungendo altri 1.752 letti. Però, potrebbe comunque non bastare. "Dovremo aspettare i dati di giovedì per capire se passeremo in zona gialla o resteremo in zona bianca", ha chiarito Fontana. Per la settimana di Natale, in ogni caso, la Lombardia sarà bianca, ma il rischio grande è che da lunedì 27 il colore possa essere diverso. Il monitoraggio decisivo sarà quello di venerdì 24 dicembre, quando l'istituto superiore di sanità fornirà i dati al ministero della salute, che deciderà poi le fasce di rischio delle regioni. 

Il governatore lombardo ha comunque aggiunto che farà "di tutto per ridurre il più possibile ogni tipo di restrizione, confidando sulla serietà delle persone, che rispetteranno quello che si dice loro. I dati - ha proseguito - dicono che il numero dei contagi sta crescendo, ma che non sta crescendo in egual misura il numero dei ricoveri sia in terapia intensiva che ordinari. Evidentemente la vaccinazione ha contribuito in maniera sostanziale ad abbassare la gravità delle infezioni. Potremmo rimanere in bianco, ma è chiaro che dovremo mettere in atto una serie di attenzioni maggiori, quindi la mascherina dovremo tenerla sempre negli assembramenti, sempre al chiuso, mantenere un certo distanziamento e non lasciarci andare a baci e abbracci eccessivi. Dovremo - ha concluso - stare molto più attenti".

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