Coronavirus

La variante svizzera non preoccupa

Sarebbe meno contagiosa di quella inglese

Paese che vai variante che trovi. Mentre a preoccupare l'Italia è ora quella indiana, che porta con sé nuovi guai per il già falcidiato turismo lariano, dalla vicina Svizzera arrivano segnali distensivi per la variante svizzera del covid. Così almeno quanto sostiene, come riporta oggi il Corriere del Ticino, ’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), dopo che sabato le agenzie di stampa italiane Anas e Adnkronos avevano rivelato l’esistenza di un primo caso di questa mutazione elvetica del coronavirus (B.1.1.39) in Piemonte su un uomo di 57 anni, residente nella provincia torinese, che aveva già contratto il Covid-19 lo scorso mese di novembre e che è stato testato in quanto contatto di caso positivo ma senza sintomi gravi.

Secondo quanto riporta il quotidiano ticinese, la variante B.1.1.39 è già apparsa nell’aprile 2020 e non si è diffusa in Svizzera o altrove. "Dal momento che la proporzione della variante elvetica è in calo rispetto a quella britannica, si può supporre che essa non sia così contagiosa. Di conseguenza, per il momento, non v’è motivo di agire contro la B.1.1.39". 

La variante B.1.1.39 è chiamata "svizzera" perché è lì che questa mutazione del covid è stata individuata più di frequente: 69% contro il 14% della Germania, seconda in questa ricerca.  

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