menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Emergenza turismo, la Regione: ripartire dai nostri laghi e dalle città d'arte

"Nessuno può essere lasciato solo e servono interventi shock ", questo l'appello dell'assessore regionale

Il turismo italiano sta vivendo una crisi drammatica. È necessario che il Governo nel decreto di aprile inserisca un provvedimento 'ad hoc' per sostenere un settore strategico per l'economia nazionale. I lombardi stanno affrontando con coraggio una crisi senza precedenti e sono certa che con responsabilità e impegno supereremo questo momento tragico. Una volta garantita la sicurezza sul piano sanitario, penseremo a ripartire puntando sulle nostre eccellenze, come i laghi e le montagne: sono luoghi di bellezza e di salute, in grado di assicurare facilmente il rispetto delle distanze prudenziali e perfetti per il recupero post-Covid".

È questo il messaggio che Lara Magoni, assessore regionale al Turismo, Marketing Territoriale e Moda, ha voluto scrivere in una lettera indirizzata al ministro Dario Franceschini e al Sottosegretario Lorenza Bonaccorsi.

In particolare secondo l'assessore, bisogna ripartire dai nostri laghi e dalle città d'arte. La montagna dovrebbe essere vista anche nell'ottica di un luogo dove riposarsi e riabilitativo 'naturale' per ritemprare il fisico e il morale dopo la malattia. In tal senso, il 'turismo active' risponde perfettamente anche alla necessità di 'distanziamento sociale' con cui dovremo convivere nel futuro.

«Servono interventi shock come la previsione di liquidità immediata e la creazione di una vera e propria task force nazionale ed europea dedicata al turismo. Vanno pianificati investimenti nella formazione digitale, nell'infrastrutturazione e nella programmazione promozionale sul mercato interno ed estero, anche attraverso misure di detraibilità fiscale a beneficio dei viaggiatori».

I numeri Lombardi

Interventi urgenti, dunque, richiesti a gran voce anche dagli operatori del settore: in Lombardia ci sono oltre 56.000 pubblici esercizi, quasi 3.000 alberghi, più di 2.000 agenzie di viaggio e oltre e oltre 7.000 strutture ricettive non alberghiere, alle quali si aggiungono le numerose soluzioni abitative per soggiorni turistici brevi. E sono migliaia gli addetti ai lavori che con il loro impegno hanno contribuito a rendere la nostra regione sempre più attrattiva.

"Regione Lombardia ha bisogno di supporti concreti che garantiscano la tenuta economica del sistema, per essere pronti a ripartire quando le condizioni lo permetteranno. Nessuno può essere lasciato solo - conclude Lara Magoni -. Non dobbiamo perdere nemmeno uno degli operatori che hanno contributo a rendere il turismo un attrattore strategico in questi anni. Saranno loro i primi ambasciatori del rilancio della Lombardia e dell'Italia, non solo come destinazione turistica, ma come comunità indomita che ha affrontato con dignità la tragedia e ne è uscita rafforzata".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Coronavirus

Como e la Lombardia in zona arancione da lunedì 1 marzo

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

QuiComo è in caricamento