Quarantena: in Ticino solo 5 giorni di isolamento. La preoccupazione degli infermieri frontalieri

La lettera: "Costretti a presentarsi al lavoro il giorno dopo aver avuto contatti con un infetto"

Sono troppo diverse le disposizioni sanitarie tra i confinanti Italia e Canton Ticino

Tra i frontalieri che lavorano nella sanità, c’è una categoria specifica in cui sono impiegati molti comaschi: sono gli infermieri di assistenza domiciliare, coloro che, spesso alle dipendenze di società private, prestano cure, fanno medicazioni o iniezioni a pazienti ticinesi a casa loro.

Proprio da questo nutrito gruppo, riceviamo la accorata lettera che segue e dalla quale emerge tutta la loro preoccupazione par la situazione corrente:

Buongiorno, siamo infermieri italiani frontalieri che lavorano a domicilio in Ticino, vi scriviamo per rendervi partecipi delle gravi difformità nella gestione della pandemia tra Italia e Svizzera, nello specifico riguardo la quarantena dopo contatto con persona infetta.

Le norme italiane prevedono 14 giorni, mentre quelle diramate dall'Ufficio Federale di Sanità Pubblica UFSP ne prevedono solo 5; in aggiunta, vi sono delle direttive emanate dall'ufficio del medico cantonale UMC, Dr. Merlani, le quali citano testualmente "Gli operatori sanitari esposti a casi confermati positivi di COVID-19 e che erano senza protezione adeguata possono continuare a lavorare a meno di apparizione di sintomi".

Tali direttive sono state confermate anche dalla Dr.ssa De Benedetti sempre dell'UMC, contattata dopo che abbiamo registrato un caso positivo e numerosi operatori sono stati esposti; la sua indicazione è stata quella di recarci comunque sul posto di lavoro il giorno seguente, senza informarsi sulla modalità di esposizione, la durata, se avessimo DPI e così via.

Abbiamo informato i sindacati Svizzeri e proceduto col seguire le indicazioni del nostro medico curante, mentre altri colleghi svizzeri non hanno rispettato la quarantena nonostante anche loro esposti. 

Ci troviamo atterriti da questa gestione, così facendo si mettono a rischio in particolare i nostri pazienti, motivo principale per cui abbiamo proceduto ad autoisolarci, ma con queste direttive attuali anche in caso di contatto con persona infetta bisogna proseguire a lavorare, di conseguenza è molto probabile che molti colleghi italiani stiano facendo in questo modo, lavorando anche dopo esposizione e tornando al domicilio alla sera, diventando un veicolo importante.

Cordiali saluti

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Degli infermieri davvero preoccupati.

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