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Coronavirus

Tamponi in farmacia: vietati per chi ha i sintomi del covid

Il problema per i cittadini sono le lunghe attese nei centri Ats

Sebbene il tampone effettuato in farmacia sia valido anche per l'inizio dell'isolamneto e la successiva chiusura della quarantena, a preoccupare i farmacisti di Como non sono le persone in attesa di negativizzarsi ma i cittadini con sintomi che corrono in farmacia per il test covid.. Il problema esiste. E prevenirlo è praticamente impossibile.

In questi casi la prassi da seguire dovrebbe essere invece quella di farsi prenotare il tampone dal medico di base. Il quale, accertati i sintomi e valutato l'eventuale rischio di infezione avvia la pratica di richiesta del tampone nelle strutture Ats. Tuttavia, si sa, per avere tampone ed esito può trascorrere anche una settimana. Un problema, soprattutto in queste settimane in cui i contagi dovuti a Omicron sono ancora altissimi, che spinge molti cittadini all'imprudenza di recarsi in farmacia, dove l'appuntamento e il risultato si possono avere al massimo in un paio di giorni.

Una pratica vietata, è bene ricordarlo, seppure senza strumenti per prevenirla, soprattutto sotto un'ondata pandemica di questa portata. Ci si affida al buon senso dei cittadini che evidentemente non sempre si attengono al protocollo. Quindi, in caso di sintomi - febbre, tosse, raffreddore, mal di gola - bisogna, come detto, attivare la richiesta attraverso il proprio medico curante o comunque recarsi solo nei punti tampone di Ats.  Un'alternativa, è anche quella di tenere in casa un set di tamponi rapidi fai da te, per avere almeno un primo rapido accertamento sulla propria eventuale positività.

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