Coronavirus

Svizzera, ragazza positiva al covid va a due eventi: maxi multa e 280 persone in quarantena

La 21enne dovrà pagare 1500 franchi (circa 1400 euro)

Sì sta discutendo molto a Como e in tutti i paesi di frontiera, dei tempi diversi di quarantena tra Svizzera e Italia, cosa che mette in difficoltà il già scosso mondo dei frontalieri, per cui queste modalità diverse dei due stati per rallentare i contagi da covid, possono creare anche problemi sul lavoro.

Il Ticino e la Lombardia, come riportato anche su RSI news, hanno regole di rientro al lavoro e alle attività sociali ( quelle consentite) diverse per chi è risultato positivo al covid-19: se in Svizzera bastano 10 giorni di isolamento di cui le ultime 48 ore senza sintomi per rientrare al lavoro, al di là della frontiera ci vogliono 10 giorni di isolamento e un secondo tampone negativo.

Isolamento e tempistiche in Svizzera: la storia

Sempre in tema di 'caos' in merito "tempistiche" della quarantena arriva proprio dalla Svizzera questa storia che è balzata alle cronache due giorni fa, anche se l'episodio risale a giugno 2020. 

Una ragazza di 21 anni ha violato l'isolamento domiciliare impostole dalle autorità per aver contratto il coronavirus a fine giugno: per questo la giovane è stata condannata al pagamento di una multa di 1500 franchi, circa 1400 euro, più le spese processuali. Secondo quanto riporta Ticinonline, la ragazza era risultata positiva al virus il 22 giugno scorso e solo cinque giorni dopo aveva partecipato a due eventi in città (Grenchen) senza rispettare l'isolamento.

La ragazza positiva al covid che va a due eventi: credeva fosse finito l'isolamento

In totale 280 persone, come riportato su Today.it, hanno dovuto sottoporsi a titolo precauzionale alla quarantena, perché potenzialmente entrate in contatto con la giovane. Una poi era risultata positiva. In Svizzera chi vìola intenzionalmente le disposizioni anti contagio sulla quarantena e l'isolamento domiciliare rischia una multa fino a diecimila franchi

L'avvocato della ragazza ha detto che la sua cliente pensava che il suo isolamento fosse terminato il 27 giugno, ma a quanto pare non le era ancora arrivata una conferma scritta da parte del team svizzero che si occupa del tracciamento dei contatti. Ecco perché oggi il tribunale l'ha condannata al pagamento della maxi multa. Ora, probabilmente, la ragazza farà ricorso.

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