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La rivolta di oltre 300 ristoranti Svizzeri: "Noi apriamo". Adesioni anche in Ticino

Nasce dalla rete la protesta che vede l'adesione di molte attività, anche palestre e piccole imprese

Sono più di 300 in tutta la Svizzera i ristoratori e i titolari di piccole imprese che oggi, 11 gennaio 2021, hanno deciso di aprire nonostante i divieti, in segno di protesta. 

“Wir machen auf”, “noi apriamo”, è questo il motto della protesta che scorre in rete, nato in Germania e che si muove in forma anonima, ma che sta coinvolgendo sempre più esercenti in tutta la Svizzera. C'è anche un sito (https://www.umfrageonline.ch/results/) dove tengono monitorata la situazione e dove si vede, per esempio, che ora a Lugano sono 3 le attività ad aver aderito. 

Sono soprattutto ristoranti ma a loro si stanno accodando anche palestre: Berna e Zurigo le città dove la protesta ha preso più piede. In Ticino, al momento solo una manciata di ristoranti, anche se la protesa incalza e con lei le attività disposte a parteciparvi. 

Il presidente di GastroTicino Massimo Suter si è distanziato dal "Noi apriamo", pur «comprendendo la paura, la stanchezza e lo sconforto» degli addetti ai lavori e dichiarando, come riportato sul Corriere del Ticino, che l'asporto potrebbe creare più "danni" circa l'epidemia in corso perchè favorirebbe gli assembramenti nelle case, assembramenti che, nei ristoranti, potrebbero essere controllati. 

La Svizzera, ricordiamolo, ha imposto 5 settimane di chiusura alle attività ristorative. Dopo questa decisione hanno cominciato a farsi sentire i malumori dei gestori un pò ovunque, e questi sono sfociati in un gesto di ribellione. Il “Wir machen auf”, “Noi apriamo” sta raggiungendo oltre la Svizzera anche altri paesi come Austria, Olanda e Polonia. 

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