Svizzera: locali del sesso ai tempi del coronavirus, è la fine di un'epoca?

Stefano Taroni del Maxim di Chiasso: "Il nostro futuro è un grande incognita"

Locali a luci rosse

Gli ultimi a riaprire saranno le discoteche. Chissà quando e chissà come. D'altronde di questi tempi non è che venga molta voglia di ballare, ci sono ben altri problemi da affrontare. Ma c'è un settore che potrebbe addirittura rischiare di non riaprire più, almeno fino a quando non sarà in grado di troverà soluzioni compatibili con le misure di protezione che si dovranno adottare nei prossimi mesi. Stiamo ovviamente parlando dei locali a luci rosse, tutti ovviamente chiusi, i quali hanno fatto dell'incontro ravvicinato con decine di ragazze la loro forza. Non Italia, dove questo tipo di esercizi sono vietati, ma certamente in Svizzera, dove il Canton Ticino è un paradiso (legale) del sesso a pagamento anche per molti comaschi e lombardi.

Difficile pensare che qui si possa applicare il distanziamento sociale e tanto meno l'approccio indossando le mascherine. Fino a quando ci sarà l'obbligo di utilizzare questi dispositivi di protezione sarà praticamente impossibile riaprire questi locali. Poi c'è sempre la paura, che, a prescindere dai protocolli, potrebbe essere il deterrente più pericoloso per il futuro dei locali a luci rosse oltreconfine. Succederà che si allargherà il fenomeno della prostituzione nelle case private, dove non ci sono contatti tra le persone ma anche meno sicurezza per le ragazze?

Ne abbiamo parlato con Stefano Taroni, uno dei responsabili del Maxim Club di Chiasso: "Tutti i locali del sesso sono chiusi dall'11 marzo. Nel frattempo tutte le ragazze che vi lavoravano sono tornate al loro paese di origine. Che cosa succederà in futuro e come sarà la nostra attività quando finirà il lockdown è una gigantesca incognita. Il nostro mercato era per quasi il 90 per cento composto da clienti italiani, quindi molto dipenderà dalle decisioni che prenderà l'Italia. Intanto sì, è molto probabile che ci siano ragazze che hanno già iniziato a ricevere a casa i loro clienti, ma solo quelli con cui avevano già scambiato i contatti telefonici, perché nessuna, o quasi, si azzerderebbe a pubblicizzarsi sui siti di escort visto che al momento ricevere clienti a domicilio viola le norme anti-covid emanate in Svizzera".

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Al di là dei singoli comportamenti, è davvero difficile capire chi avrà la forza per resistere così a lungo. Perché i frontalieri del sesso potranno tornare ai "vizi" di prima solo quando il coronavirus sarà sconfitto definitivamente. Ma i tempi sembrano lunghissimi. Va detto che il settore fu minacciato pesantemente già ai tempi della piaga dell'Aids. Per certi versi, il Covid-19 può essere un deterrente ancora più forte, soprattutto dove gli incontri avvengono tra molte persone, in quella sorta di mercato del sesso che sono i night club. 

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