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La stretta di Pasqua sui viaggi all'estero colpisce anche la Svizzera

Preoccupazione in Canton Ticino per le nuove misure imposte dal governo Draghi

La questione della possibilità di viaggiare all'estero ma non in Italia ha fatto molto discutere nei giorni scorsi. Tanto che il governo Draghi ha deciso di intervernire in extremis soprattutto dopo le vibranti proteste degli albergatori. L’ordinanza ha quindi messo dei paletti per cercare di frenare l'esodo pasquale da e verso l’estero.

Per arrivi e rientri da Paesi dell’UE è previsto l’obbligo di tampone in partenza, una quarantena di cinque giorni e un ulteriore tampone alla fine dei cinque giorni. Una regola che si applica a tutti coloro che hanno soggiornato o transitato nei quattordici giorni antecedenti all’ingresso in Italia in uno o più Stati e territori dell’Unione europea. E quindi anche i ticinesi.che volessero trascorrere le festività pasquali in Italia sono soggetti a queste nuove disposizioni in vigore per Pasqua.

Ovviamente l'obbligo di tampone e isolamento fiduciario non riguarda i lavoratori transfrontalieri o chi si sposta per motivi di studio: le persone che rimangono in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere del termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario», e chi transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore.

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