Coronavirus

Rsa in Lombardia, una stanza per gli abbracci con i parenti

Si attende un indirizzo per riaprire in sicurezza prima di Natale

Rsa, stanza abbracci (Foto Ansa)

Quello degli ospiti delle Rsa, lasciati senza le visite dei parenti, è un altro dramma nel dramma dell''era covid. Una questione urgente, soprattutto in vista delle festività.  “Lo considero un regalo di Natale alle famiglie, vista la situazione attuale: Regione Lombardia potrà dare il via libera alle Rsa affinché aprano alle visite dei parenti degli ospiti” dichiara Angelo Orsenigo, consigliere regionale, dopo che questo pomeriggio il consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno presentato dal collega Carlo Borghetti, vicepresidente del consiglio, nell’ambito della discussione del progetto di legge sui ristori alle strutture protette, a sua volta approvato.

“Con il nostro ordine del giorno la Regione dovrà ‘dare indirizzo’ alle strutture protette della Lombardia (Rsa, Rsd ecc.) di riaprire alle visite dei parenti, in sicurezza, utilizzando i tamponi rapidi e implementando così le linee guida che il Ministero della Salute ha emanato solo poche ore fa”, aggiunge Orsenigo.

Il Pirellone si sarebbe così impegnato a dare ai parenti degli ospisti delle Rsa delle linee di indirizzo per assicurare la possibilità di visite in presenza. Due le strade più percorribili: test rapidi per gli ospiti e la creazione - come già chiesto nelle settimane passate - di stanze degli abbracci, delle camere "sterili" in cui anziani e propri cari possono tornare al contatto umano.

"Poi - aggiunge ancora Orsenigo - ci sono gli aspetti che non hanno superato il vaglio del consiglio e della maggioranza: “Non è passato purtroppo il meccanismo di ristoro da noi proposto, che avrebbe remunerato tutti i maggiori costi sanitari sostenuti dalle strutture protette a causa della pandemia, stabilendo contemporaneamente il blocco delle rette per tutto il 2021 – racconta Orsenigo – In questo modo temiamo che le risorse stanziate dalla Regione con questa legge comunque non basteranno, e così le strutture, molto probabilmente, aumenteranno le rette agli utenti, come sta già succedendo in qualche caso. Non è una buona cosa, considerato il momento di crisi socio economica in corso”.

E soprattutto non è stata accettata nemmeno la tanto caldeggiata proposta del vicepresidente Dem di effettuare “tamponi settimanali agli ospiti e agli operatori: la Regione insiste nel volerli prevedere solo ogni 15 giorni, ma non basta a evitare focolai”. Il voto alla legge è stato, comunque, positivo “con la riserva di insistere ancora con la Giunta regionale sulle questioni importanti che non ci sono state accolte”, conclude Orsenigo.

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