Martedì, 21 Settembre 2021
Coronavirus

Sale la sfiducia: in Lombardia il rifiuto di vaccinarsi con AstraZeneca è significativo

Il dg del Welfare, Pavesi: "Un fenomeno importante. Se non ci sono motivazioni, vanno in coda". Ma la Moratti ridimensiona

I lombardi, una parte almeno, hanno paura di AstraZeneca. A certificarlo, durante la commissione sanità del consiglio regionale di mercoledì, è stato il dg del welfare di regione Lombardia, Giovanni Pavesi. "Quello del rifiuto del vaccino AstraZeneca è un tema difficile. È un fenomeno che negli ultimi giorni sta diventando più importante di quello che possiamo pensare", le sue parole, che suonano come un allarme. 

È evidente, infatti, che senza i sieri di AstraZeneca difficilmente la Lombardia, come il resto della Nazione, potrà rispettare il cronoprogramma stilato per raggiungere l'immunità. Sull'indecisione, e sulla paura, dei lombardi pesano di sicuro i problemi che nei giorni scorsi hanno colpito il vaccino anglo svedese, prima sospeso e poi nuovamente "abilitato" dopo il via libera dell'Ema. E che in Italia alla fine è stato consigliato per la popolazione over 65

AstraZeneca, troppi rifiuti in Lombardia

A causare il blocco, momentaneo, erano state delle reazioni avverse - soprattutto casi di trombosi - che si erano verificati in alcuni pazienti a una decina di giorni dall'inoculazione. L'agenzia europea per il farmaco, però, dopo aver raccolto tutti i dati, ha certificato che i benefici del siero superano di gran lunga i rischi e che le percentuali di eventi negativi erano bassissime. 

Evidentemente, però, non è bastato per rassicurare tutti i lombardi. "Ho segnalazione di centri vaccinali importanti in cui parecchia gente li sta rifiutando", ha aggiunto Pavesi parlando ancora di AstraZeneca. E lui stesso ha spiegato cosa accade a chi rifiuta il vaccino: "In questi casi, se in sede di anamnesi ci sono valutazioni critiche, possiamo fargli il Pfizer. Negli altri casi - ha sottolineato - se non ci sono queste motivazioni, li rimettiamo in coda". 

Il caso, tra l'altro, era già esploso nei giorni scorsi. Le adesioni nella fascia 75-79 anni erano infatti state al di sotto delle previsioni con ogni probabilità proprio per il senso di sfiducia verso AstraZeneca, tanto che la regione aveva deciso di aprire in anticipo la campagna per gli over 70. "Quello di AstraZeneca è un percorso un po' a ostacoli che supereremo", aveva detto in quell'occasione Pavesi. Ma sembra che al momento gli ostacoli restino. 

"Milioni già vaccinati con AstraZeneca"

"Fino a ieri abbiamo rilevato un 15 per cento di popolazione che aveva prenotato il vaccino e che essendo Astrazeneca l'ha rifiutato. Abbiamo la sensazione che sia una percentuale in crescita, in aumento, già oggi abbiamo situazioni che ce lo fanno pensare. Il 15 per cento è un dato acquisito", ha evidenziato ancora Pavesi.

"Abbiamo una comunicazione da parte del ministero che indica preferibilmente l'utilizzo sopra i 65 anni e questo copre il rischio clinico e legale, bisogna ribadire - ha concluso - che ci sono milioni di europei che si sono vaccinati con Astrazeneca senza rebound".

La Moratti però non la pensa così

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Le rinunce a vaccinarsi con AstraZeneca in Lombardia sono irrisorie, piuttosto sono in aumento considerevole le domande di approfondimento e di spiegazione sul vaccino. La vicepresidente ed assessore al Welfare, Letizia Moratti, chiarisce come nei centri vaccinali lombardi non siano in crescita i rifiuti di farsi somministrare AstraZeneca, quanto piuttosto preoccupazioni ed esigenze di avere maggiori informazioni.

"Nel corso delle anamnesi - spiega Mortatti - i nostri medici stanno ricevendo una crescente domanda di approfondimenti su AstraZeneca da parte dei cittadini che però, grazie soprattutto alla competenza, alla chiarezza e alle rassicurazioni del personale medico, accettano nella pressoché totalità di farsi vaccinare".

"Nessun 'allarme-rinunce' in Lombardia dunque per AstraZeneca - conclude Moratti - perchè ad oggi è meno del 5% dei cittadini che sarebbero vaccinati con questo vaccino a rifiutare effettivamente la somministrazione. Una conferma della fiducia risposta nella scienza e nei medici da parte dei nostri concittadini che stanno aderendo in modo esemplare alla fase vaccinale volta a combattere e vincere la pandemia".

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