Mercoledì, 28 Luglio 2021
Coronavirus

Rientro dalla Spagna con tampone: "Ma avete visto le discoteche in Italia?". La rabbia di Claudia

Partita a fine luglio senza restrizioni, dovrà fare il test rapido o comunque entro 48 ore

Foto da Bari Today

Claudia, 40 anni di Como, è partita per le vacanze intorno al 30 luglio ed ha deciso di andare in Spagna con un'amica.

«Anche se quest'anno, a causa del Covid, è stato incentivato in tutti i modi il turismo in Italia, non vedo che male ho fatto, dal momento che non era vietato, a scegliere un'altra destinazione, così come molti francesi sono, per esempio, venuti da noi in Liguria, lo so perchè mia zia ha casa nella Riviera di Ponente».

Al momento della partenza non c'erano restrizioni, ma tornando il 15 agosto qualcosa è cambiato. Perchè proprio giovedì 13 agosto è stato deciso che, per chi ritorna dai Paesi a rischio come Spagna, Grecia, Malta e Croazia (ma non la Francia nonostante l'aumento considerevole dei contagi) sarà necessario fare il tampone rapido entro 48 ore dal rientro sul suolo patrio.  

Questo sicuramente evita di dover imporre, come per altri Paesi, l'isolamento, ma per Claudia non è comunque giusto. 

«In primis non capisco perchè tutti possono entrare in Italia senza essere controllati ed io, che in Italia ci vivo, no. Poi vorrei capire chi lo paga questo tampone. Ma il punto, se posso permettermi non è neanche questo».

Claudia ci dice che, di principio, un accorgimento simile potrebbe anche essere comprensibile se in Italia ci fosse un rigore nei distanziamenti e nelle norme atte a contrastare il Covid, cosa che, specialmente in alcune regioni, non c'è. 

«Ho visto foto e servizi dei Tg sulla Puglia, per fare un esempio, dove le discoteche erano affollatissime, senza alcuna precauzione. Quindi io che sono stata con un'amica, in Spagna, attentissima e che la serata più affollata l'ho passata con 4 persone sedute (a distanza) a un tavolo per cena, devo essere messa sotto esame mentre chi torna, per esempio, da Bari no? Non ha senso.»

«Non penso, ma poi se dovessi risultare positiva e asintomatica, chi lo dice al lavoro? Se avessi saputo prima di questo rischio, allora sì che sarei rimasta in italia...».

Inutile negare che qualche contraddizione c'è in questa come altre norme e nella gestione, in generale, del Covid. Perchè obiettivamente le immagini delle varie discoteche in Italia si vedono non solo al telegiornale ma anche su Instagram e sui social. E sorge spontanea la domanda: perchè li non è obbligatorio il distanziamento? Perchè nessuno fa niente?

Aspettiamo notizie di Claudia dopo il test rapido per sapere come sono andare le cose. Per tutti quelli che rientreranno da queste mete, ecco cosa c'è da sapere a questo link.

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