Tavoli apparecchiati ed insegne accese: le foto (surreali) della protesta dei ristoranti di Como

Il gesto simbolico, ci spiega Mery Baroni dello Storico, non vuole essere sterile polemica, ma cercare un sostegno concreto da parte del Governo

Avevamo già annunciato che ieri sera, 28 aprile, si sarebbe tenuta, a livello nazionale e quindi anche a Como, la protesta dei ristoratori. Il gesto simbolico consisteva nell'apparecchiare un tavolo ed accendere le insegne, una sorta di flash mob, per sensibilizzare il Governo sulla terribile crisi che sta letteralmente affossando il settore turistico-ristorativo del nostro paese. Parla Mery Baroni, del ristorante lo Storico di Como:

«Io e Cinzia Battista del ristorante In Teatro abbiamo deciso di aderire all’iniziativa partita dal gruppo Movimento Imprese Ospitalità ( gruppo di ristoratori ). Alla stessa hanno partecipato molti colleghi a livello nazionale e pertanto abbiamo pensato di avvisare e chiedere l’adesione dei colleghi della città di Como.
L’adesione e la collaborazione sono state positive, sia a livello nazionale che locale.
In un momento come questo innanzitutto ringraziamo tutti il servizio sanitario, le forze armate e le istituzioni locali, per come stanno gestendo l’emergenza. 
Quello che chiediamo e speriamo di ottenere sono risposte e aiuti concreti dallo Stato a sostegno della nostra categoria per metterci in condizione di riaprire in sicurezza quando lo stesso governo lo riterrà opportuno, con le dovute precauzioni come da protocollo che ci verrà imposto. Certe indicazioni non si discostano da quello che applichiamo quotidianamente e che è previsto dalla Haccp da sempre! Il sostegno richiesto allo Stato è per tutelare la continuità delle nostre aziende e di conseguenza dei nostri collaboratori e delle loro rispettive famiglie».

Mery Baroni ci tiene a precisare che le istituzioni locali si stanno muovendo in loro aiuto e che stanno valutando come poter sostenere la categoria, anche per ampliare gli spazi quando saranno permesse le riaperture. Nei giorni di chiusura imposti dall'emergenza, la tassa sull'occupazione del suolo pubblico non sarà dovuta. Non cercano polemiche i ristoratori di Como, specie in un momento così delicato, ma risposte dallo Stato e sostegno per la categoria. «Una serata surreale, confida Mery, inviandoci le foto». Ed in effetti, a guardarle, viene un pò di nostalgia. 

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