Giovedì, 29 Luglio 2021
Coronavirus

Bar e ristoranti aperti contro il dpcm: anche a Como c'è chi aderisce alla protesta

Iniziativa in programma il 15 gennaio. Thomas e Andrea pronti ad alzare la serranda

La chiamano "disobbedienza gentile": baristi e ristoratori intenzionati ad aprire il proprio locale a pranzo e a cena nella giornata del 15 gennaio facendo accomodare i clienti ai propri tavoli. Il termine "disobbedienza" è presto spiegato, visto che chi aderirà alla protesta #ioapro commetterà una violazione amministrativa dell'ultimo dpcm. Perché "gentile"? Perché secondo il tam tam che si è propagato sul web l'intenzione è innanzitutto quella di rispettare tutte le norme igienico sanitarie in vigore da mesi, come il numero massimo di posti a sedere, il distanziamento e il gel per le mani. In secondo luogo perché, davanti a eventuali controlli delle forze dell'ordine pronte a multare, la linea di comportamento da tenere sarà quella di non opporsi e non questionare, tenendo presente che gli agenti in servizio staranno facendo solo il proprio dovere.

L'iniziativa "IO APRO" arriva in Italia dopo essere stata già lanciata in altri Paesi, come Germania e Svizzera. Sebbene a livello nazionale la protesta abbia già raccolto diverse decine di migliaia di adesioni, a Como i titolari dei pubblici esercizi sembrano ancora molto scettici, tanto che tra loro sono ancora pochi quelli che hanno annunciato l'intenzione di aderire. Tra questi ci sono Thomas e Andrea Casini, due fratelli che gestiscono il ristorante Antica Trattoria di Carlazzo. "Siamo pronti a metterci la faccia - commenta Andrea - perché questa rappresenta un'occasione concreta per farci ascoltare e far capire alle istituzioni che chi lavora nel nostro settore non è solo in grandissima difficoltà, ma rischia addirittura di fallire definitivamente". Thomas sa bene quello a cui lui e suo fratello vanno incontro aprendo il 15 gennaio: "E' ovvio che riceverò il controllo delle forze dell'ordine e che con ogni probabilità verrò multato. Accetterò questa conseguenza e poi eventualmente farò ricorso avvalendomi del supporto legale che viene garantito a chi aderisce a questa iniziativa. So che non saremo i soli ad aprire perché mi sono già confrontati con altri ristoratori comaschi, ma spero che in questi giorni il numero di adesioni nel Comasco aumenti perché più siamo più avrà forza l'iniziativa. Bisogna far capire che i ristoranti non rappresentano un rischio di contagio se lavorano nel rispetto delle norme anti-covid".

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