Regione Lombardia verso l'obbligo del vaccino antinfluenzale per anziani, insegnanti e categorie deboli

Per ridurre "i fattori confondenti per il COVID-19 in presenza di sintomi analoghi"

Vaccino

Con una mozione approvata all'unanimità il consiglio regionale della Lombardia ha detto sì all'obbligo della vaccinazione antinfluenzale per anziani, insegnanti e categorie deboli. Trattandosi di un documento di indirizzo politico l'obbligo per diventare effettivo deve passare prima attraverso la decisione della giunta regionale, ma vista l'unanimità con la quale la mozione è stata approvata sembra plausibile che l'esecutivo del Pirellone accoglierà tale indicazione, seguendo così l'esempoio di quanto già disposto dalla Regione Lazio.
La mozione, presentata dal PD, non impegna la giunta solo a rendere obbligtorio il vaccino contro l'influenza stagionale, ma anche ad adottare numerose altre misure anti-contagio in previsione di una seconda ondata di coronavirus. Ad esempio viene sottolineata la necessità di aumentare - fino ad averne una ogni 50mila abitanti (come prescritto dal governo centrale) - le cosiddette Unità speciali per la continuità assistenziale (USCA), cioè quelle unità che garantiscono assistenza ai malati non gravi che sono costretti a curarsi presso il proprio domicilio.

Nel testo della mozione approvata il 16 giugno si legge che il consiglio regionale impegna la giunta a "istituire immediatamente una struttura di programmazione sanitaria che provveda al coordinamento dell’assistenza territoriale e dei servizi sociali dei comuni e garantisca" tra le altre cose anche "la vaccinazione antinfluenzale obbligatoria per i cittadini over 65, le categorie fragili e gli insegnanti, così da ridurre i fattori confondenti per il COVID-19 in presenza di sintomi analoghi".

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Mentre non ci sono dubbi su anziani e docenti, resta più vaga l'accezione di "categorie deboli" nella quale potrebbero rientrare anche i bambini piccoli (verosimilmente fino ai 6 anni) e le donne incinte.

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