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Giuseppe Conte

Giuseppe Conte

Como, cosa aspettarsi dal nuovo Dpcm del 16 gennaio: spostamenti, coprifuoco, ristoranti e palestre

Sul tavolo il prolungamento delle restrizioni, il rafforzamento anche della zona gialla, le limitazioni delle deroghe e il coprifuoco. Insieme alla zona bianca in arrivo

È di ieri la notizia che Como e la Lombardia, insieme a Emilia Romagna, Veneto, e Sicilia sarà, da lunedì 11 gennaio, in zona arancione.

Non ci sarà, come dichiarato dal ministro Speranza e riportato sul Corriere della Sera, nessuna regione rossa.

Questo almeno fino al 16 gennaio data in cui, in base ai nuovi indici Rt calcolati, le regioni potrebbero cambiare colore: dal rosso fino al bianco (le zone dove il rischio è minore). E per sapere in quale fascia rientrerà Como dovremo aspettare i prossimi indici Rt calcolati per la Regione Lombardia. 

ll nuovo Dpcm atteso per il 15 gennaio e in vigore dal 16, che sarà molto probabilmente accompagnato da un decreto legge secondo lo schema legislativo seguito all'inizio di dicembre, porterà comunque una stretta, ovvero un rafforzamento delle restrizioni, mentre alcune regioni rischiano di finire in zona rossa o arancione già dalla prossima settimana. A partire dalla conferma del divieto di spostamento anche tra le regioni in zona gialla. E dalla possibilità di agire "più velocemente" per gli spostamenti di area. 

Il nuovo Dpcm di gennaio

È il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia a dichiarare: «Con il sistema delle fasce teniamo il Paese in sicurezza ed evitiamo il lockdown».Nel Dpcm che entrerà in vigore dal 16 gennaio, quindi, ci sarà una stretta, ovvero l'aggiunta di nuove restrizioni sia per le regioni arancioi che per quelle gialle. 

E qui arriviamo al nuovo Dpcm e/o al decreto legge in arrivo. Secondo molti l'impostazione è già chiara ed è quella di prorogare la maggior parte delle restrizioni fino al 31 gennaio o alla metà di febbraio. Anche l'agenzia di stampa Ansa ieri ha scritto che il piano si articolerà su tre punti:

  • verrà confermato il divieto di spostamento tra le regioni e il coprifuoco alle 22, così come la chiusura alle 18 dei bar e ristoranti nelle zona gialle.
  • dovrebbero rimanere ancora chiuse palestre e piscine; di quest'ultimo aspetto si parlerà probabilmente nella prossima riunione del Cts e l'ipotesi è quella di agganciare aperture e chiusure al sistema delle fasce; 
  • non è ancora definito se rimarrà o meno la deroga per la visita a parenti e amici ma in ogni caso varranno le regole della zona gialla rafforzata, ovvero che lo spostamento sarà consentito all'interno del proprio comune. 

Quest'ultimo aspetto fa ipotizzare, per ragioni che riguardano la gerarchia delle fonti di legge, che il 16 gennaio il governo dovrebbe varare quindi un decreto legge, eventualmente accompagnandolo il giorno successivo con un Dpcm come è successo nei giorni del 2 e del 3 dicembre. Il Corriere della Sera aggiunge oggi che Il nuovo Dpcm conterrà modifiche anche sugli sport: "Il ministro Vincenzo Spadafora sta lavorando per consentire che nelle aree gialle si possa tornare ad allenarsi in forma individuale anche a calcio, basket e negli altri sport di squadra. Il ministro vorrebbe tornare alla situazione precedente al Dpcm del 4 novembre, quando gli sport erano regolati per fasce e non era ancora scattato lo stop nazionale a palestre e piscine. Ma non sarà facile superare le perplessità dei rigoristi Speranza, Boccia e Franceschini". In più nella nuova legislazione dovrebbe esordire la zona bianca proposta dal ministro della Cultura Dario Franceschini, dove:

  • non dovrebbe essere in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 (altrimenti non avrebbe senso tenere aperti bar e ristoranti);
  • non dovrebbero esserci limitazioni all'apertura e al servizio di bar, ristoranti, pub, locali pubblici in generale; 
  • dovrebbero riaprire, con regole e limitazioni simili a quelle introdotte durante il primo lockdown, palestre e piscine attraverso un protocollo da stilare tra gli operatori e il ministero della Salute e dello Sport;
  • dovrebbero riaprire, con regole e limitazioni simili  a quelle introdotte durante il primo lockdown, musei, mostre, teatri, cinema e sale da concerto attraverso un protocollo da stilare tra gli operatori e il ministero della Salute e della Cultura. 

Su questo punto va però precisato che attualmente il governo pensa di concedere la zona bianca a quei territori che abbiano l'indice di contagio Rt sotto una certa soglia (si parla di 0,50) e, soprattutto, un'incidenza media nella popolazione al di sotto dei 50 casi ogni centomila abitanti. Attualmente l'incidenza media è a quota 135 ed è altamente probabile che il nuovo report dell'Istituto Superiore di Sanità, che dovrebbe essere pubblicato oggi, la riveda al rialzo. Quindi è altamente improbabile che qualche territorio finisca in zona bianca prima della scadenza dello strumento legislativo che la prevede (che dovrebbe essere intorno alla metà di febbraio). Quella della zona bianca dovrebbe essere soltanto la promessa di un Eden che si concretizzerà però soltanto quando la circolazione del virus sarà enormemente ridotto rispetto a ora. Sognare, però, non costa nulla. E questo la politica lo sa benissimo.

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