Malpensa ai tempi del Covid: esperienze e consigli di viaggio da chi è partito (e tornato)

Le regole cambiano in continuazione, ma a Malpensa c'è grande attenzione e tutti i servizi sono garantiti

Foto scattata il 30 luglio allo scalo di Addis Abeba

Era il 31 luglio 2020 quando ci siamo recati a Malpensa per avere un'idea più veritiera possibile su come si viaggia, nel principale aeroporto del Nord Italia, ai tempi del Covid. La prima cosa che lascia davvero senza parole è vedere le sale del Terminal 1, in questo caso, completamente deserte. Un silenzio surreale. Eppure tutti i servizi, come scopriremo poi parlando con persone sia in partenza che in arrivo, sono garantiti. I parcheggi, le navette, coloro che imballano i bagagli, gli infopoint: non manca nulla se non, appunto, i viaggiatori. E per essere fine luglio sembra davvero una scena apocalittica.

La prima cosa che bisogna ricordare è che all'interno dell'aeroporto è obbligatorio indossare la mascherina. Inoltre, è fondamentale essere informati costantemente (tramite i siti ufficiali della Farnesina) su dove è concesso andare e anche quali sono le regole da seguire una volta rientrati. Attenzione perchè in questo momento tutto cambia molto velocemente e non ci si può permettere di affidarsi ad informazioni vecchie, anche solo di pochi giorni. 

Un esempio: Elena, di Como, era partita per la Tanzania due settimane fa per motivi di lavoro. Non era richiesto nessun documento in particolare. Il consiglio che le era stato dato dal consolato di Milano, era stato semplicemente quello di fare il visto in Italia, invece che direttamente all'aeroporto di destinazione. Questo per poter proseguire con tranquillità il viaggio in caso di scali in altri paesi (nel suo caso l'Etiopia) diversi dalla destinazione finale.

Al suo rientro, quando l'abbiamo rincontrata, le cose erano già cambiate: per poter entrare in Tanzania oggi, 1 agosto 2021, è necessario aver effettuato il test per il Covid che chiaramente deve avere risultato negativo. Ma tutto è in continua evoluzione, quindi rimane essenziale informarsi tramite Farnesina e consolati per qualsiasi viaggio aereo internazionale e soprattutto fuori dall'Europa (laddove possibile). Elena ci ha raccontato di aver dovuto compilare due autocertificazioni al momento della partenza e una al rientro in Italia. Inoltre dovrà, come da prassi, informare la Ats del suo rientro e fare 14 giorni di autoisolamento, indicando il suo domicilio. Lo stesso gli altri viaggiatori sul suo stesso volo che, come ci racconta, era praticamente vuoto: " Saremo stati massimo 40 passeggeri, di cui la maggior parte africani che tornavano in italia per motivi di lavoro, tutti con regolare permesso". Continua Elena: ".. c'è molta attenzione, sia a Malpensa che negli scali che ho effettuato. Ho visto anche persone un pò esagerate, con camici, guanti, occhiali... ma capisco che la paura è ancora tanta. Adesso andrò a casa (con la mia macchina) e dovrò stare lì 14 giorni isolata, ma credo sia giusto. Il senso civico deve prevalere. Certo, mi fa un pò specie vedere le immagini di certi locali, discoteche e apertivi con gente ammassata ed io che ero su un aereo vuoto dovrò stare in isolamento, ma va bene così... sono serena, e tutto è andato bene. Spero controllino con altrettanta scrupolosità chi torna da Spagna o Francia, perchè paradossalmente ci sono più casi lì rispetto a dove sono andata io."

Chiaramente la temperatura viene provata più volte, e in caso di scali in tutti gli stop previsti. 

Malpensa "protetta contro il Covid"

Malpensa, come ricorda la stessa SEA, società  di gestione degli aeroporti milanesi, ha ottenuto l'attestazione di igiene «a conclusione di un percorso caratterizzato da un forte impegno e grande attenzione verso passeggeri, dipendenti, utenti, operatori aeroportuali e appaltatori, nella piena applicazione delle misure per il contrasto alla diffusione del virus Sars-Cov-2, ha ottenuto l’attestazione “Hygiene Synopsis” rilasciata da TÜV Italia/TÜV SÜD, uno dei principali organismi di certificazione».

Chi deve fare la quarantena una volta rientrato

Sul sito del ministero degli Esteri c’è la lista dei Paesi esenti dall’obbligo di quarantena ( sempre in aggiornamento), quindi per esclusione per tutti gli altri è obbligatorio l'isolamento fiduciario. Cercando di semplificare, ad oggi, nessuna restrizione per chi giunge da altri stati europei, ( con eccezzione per Bulgaria e Romania) e quindi si desume che per tutti gli stati extraeuropei la quarantena fiduciaria sia richiesta ed obbligatoria. Se però chi giunge da uno stato europeo ha visitato o soggiornato in un Paese diverso da questi, nei 14 giorni precedenti al rientro in Italia, l'isolamento fiduciario sarà comunque dovuto. 

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