Sabato, 23 Ottobre 2021
Coronavirus

Oggi i nuovi colori delle regioni: in attesa della fumata bianca la Lombardia vede ancora il giallo

Oggi il report dell'Iss e la scelta delle zone del ministro Speranza

È il giorno dei nuovi colori. Oggi, venerdì 14 maggio, arriverà il report dell'istituto superiore di sanità sull'andamento dell'epidemia di coronavirus in Italia che guiderà poi il ministero della salute nella scelta delle zone per le regioni.  Il nuovo monitoraggio dovrebbe disegnare un'Italia quasi totalmente gialla, nonostante nell'ultimo documento lo stesso Iss avesse evidenziato un indice Rt in crescita, anche per la Lombardia, che per qualche attimo ha temuto un ritorno in arancione. Ma come abbiamo spiegato nei giorni scorsi, l'ipotesi sembra davvero molto remota. 

La Lombardia resta zona gialla? 

Ma come arriva la Lombardia all'appuntamento con il report, che analizzerà i dati dal 3 al 9 maggio? La regione, numeri alla mano, è serena. Nell'ultimo monitoraggio era stata fotografata una "classificazione complessiva di rischio moderata" - da qui la paura zona arancione -, soprattutto per un indice Rt puntuale a 0,92. 

L'indice di contagiosità però è rimasto sotto l'1 - la prima soglia di allarme - e quindi Milano e le altre città lombarde non dovrebbero avere nessun problema, restando in zona gialla. I casi sui 100mila abitanti sono infatti ben lontani dal limite dei 250 e anche gli ospedali si stanno pian piano svuotando, con le terapie intensive che giovedì - anche se questi dati non saranno analizzati nel report di oggi - sono scese sotto la soglia del 30% di riempimento. 

Le riaperture di venerdì 26 aprile, primo giorno di zona gialla, non sembrano quindi aver portato un'impennata nei contagi. E anche le scuole stanno rispondendo bene alla prova, con i casi positivi che sono addirittura in calo

Si può sognare la zona bianca? 

Confermata la zona gialla per oggi, la Lombardia può anche spingersi un po' più in là e sognare una possibile zona bianca. Per passare nella fascia di rischio nella quale cadono tutti o quasi i divieti, servono tre settimane consecutive con un'incidenza di 50 casi su 100mila abitanti e tutti i reparti ospedalieri sotto il limite minimo di allarme. 

La strada è lunga, certamente, ma nessuno vieta alla Lombardia - che sta procedendo bene con la campagna vaccinale - di fare qualche sogno colorato di bianco. 

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