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Como in zona eossa

Como in zona eossa

Lombardia e Como, venerdì 12 marzo il monitoraggio: verso zona rossa o "modello Codogno"

Ecco i numeri che incideranno nella decisione del governo nel monitoraggio #43

La Lombardia anche questa settimana si trova in una situazione complessa che probabilmente ci lascerà nel dubbio fino all'ultimo. Lo scorso giovedì, 4 marzo, il governatore Fontana ha evitato il declassamento mettendoci in un rassicurante arancione scuro. L'arancione di Como e provincia, con una precedente ordinanza, a causa di alcune criticità, era già stato "rinforzato" il 3 marzo. Domani venerdì 12 marzo ci sarà il consueto monitoraggio settimanale dei dati in base al quale verranno decisi i nuovi colori delle regioni. La così detta cabina di regia potrebbe portare la Lombardia in zona rossa. Ecco i fattori che incideranno di più nelle decisioni del governo.

  • L'incidenza: la soglia di rischio è di 250 casi in proporzione a 100mila abitanti. A Como, come riportato anche da Ats Insubria, questo dato la scorsa settimana è stato superato ampiamente arrivando a 300. Non c'è però omogeneità regionale: se Brescia, come riportato anche sul Corriere della Sera, è a 580, Milano, Bergamo, Sondrio, Varese e Lodi sono ancora sotto quota 250.
  • L'indice Rt: l'ultimo rilevato per Regione Lombardia era 1,3 e 1,24 in base ai ricoveri ospedalieri. Ma dato l'aumento di casi rilevati, l'indice sarà sicuramente più alto. Per Milano in base ai dati sarebbe già intorno all'1,28. Nelle decisioni governative la soglia massima è 1,25, superata la quale si passerebbe in zona rossa. 
  • Le terapie intensive e la pressione sugli ospedali: circa 7 giorni fa erano 511 i posti occupati in rianimazione, oggi 9 marzo sono 611. Si tratta di una media del 40%, ma anche in questo caso non distribuita in maniera omogenea. Zone come Brescia incidono inevitabilmente su questo dato (arrivando al 90%)

Qualcuno, a causa della disomogeneità dei dati nel territorio lombardo ha anche ipotizzato che, tramite ordinanze regionali, potrebbero essere istituite zone rosse "modello Codogno". Questa distinzione permetterebbe il proseguire delle attività nelle aree meno colpite dove gli indici sono da "arancione" e nello stesso tempo contenere il propagarsi del virus in quelle più colpite. 

Questi i tre fattori decisivi a cui vanno aggiunti i nuovi focolai, le chiamate in aumento al 118 e le vaccinazioni che non procedono velocemente come si era sperato.

In attesa della decisione ufficiale - il decreto del ministro della salute Roberto Speranza arriverà venerdì e sarà in vigore da lunedì 15 marzo -, il governo sta anche pensando di inasprire le norme anti covid generali.

Per tutta Italia, infatti, i weekend potrebbero diventare giornate da zona rossa. Se così fosse, non è da escludere che la Lombardia possa "salvarsi" e restare in arancione rafforzato, accogliendo però le altre restrizioni e quindi diventando "rossa" soltanto il sabato e la domenica. Per saperlo con certezza servirà aspettare ancora qualche ora. 

Alle 14.30 di oggi, 11 marzo, la ministra Maria Stella Gelmini ha infatti convocato la Conferenza Unificata Stato-Regioni, in cui è prevista un’informativa del Ministro della Salute sul Piano vaccini e sulle misure per fronteggiare l’emergenza. Anche il parere delle Regioni, poi, sarà alla base delle scelte di venerdì.
 

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