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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Coronavirus

La Lombardia resta in zona gialla, prevale la linea di Fontana: l'annuncio

Lo ha annunciato oggi, 19 febbraio, il governatore della regione sulla sua pagina Facebook

Alla fine è prevalsa la linea dei governatori, tra cui quello della nostra regione Attilio Fontana: la Lombardia resta in zona gialla. Nonostante il tentativo di Draghi che avrebbbe provato a spingere i governatori delle Regioni con i dati in blico ad adottare misure più stringenti.

Rimane comunque la polemica sia da parte della Regione Lombardia che dei cittadini sul metodo a colori e soprattutto sulle tempistiche di comunicazione. Tutto avviene spesso all'ultimo momento senza lasciare un margine di tempo ragionevole ai commercianti per poter organizzare le loro attività. 

Un altro fine settimana giallo per la Lombardia e zona gialla sarà quindi fino al prossimo monitoraggio del 26 febbraio.

Qualche giorno fa però il governatore Fontana ha firmato un'ordinanza che riguarda quattro comuni lombardi che, a causa del pericolo varianti, sono stati messi in zona rossa per una settimana: dal 17 al 24 febbraio. 

Il creare delle micro zone rosse potrebbe essere la soluzione per evitare lockdown generali. Il ministro Speranza e il Governo stanno pensando anche alla possibile chiusura in zona rossa di tutta Italia nei weekend. Ma per questo si aspetta la prossima settimana.

Per ora è ufficiale: la Lombardia resta gialla. Ecco le parole di Attilio Fontana nel suo post di oggi, 19 febbraio.

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?L'indice Rt e gli altri paramentri

Intanto ricapitoliamo come viene valutato l'indice Rt per il colore delle regioni.

L'indice Rt è uno dei parametri più importanti da tenere in considerazione ma non è l'unico: determinante, ad esempio, è la percentuale di ricoverati negli ospedali e il tasso di occupazione delle terapie intensive. Secondo i parametri stabiliti da governo e Istituto superiore di sanità, per essere in zona gialla le regioni devono presentare un indice Rt inferiore a 1. Quando ciò si verifica, si ha uno scenario di tipo 1, in cui la trasmissione del virus è localizzata in focolai e non è necessario introdurre restrizioni eccessive. Quando invece l'indice Rt è superiore a 1, si rientra in uno scenario di tipo 2 in cui scatta la zona arancione. La zona rossa, invece, si ha quando l'Rt arriva a 1.25.

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