Giovedì, 29 Luglio 2021
Coronavirus

Lockdown di Natale: dal 20 dicembre al 10 gennaio tutti a casa

Nessuna vacanza fuori dal proprio Comune e alberghi di montagna chiusi, addio Valtellina per i comaschi

Conte e Speranza

Addio Valtellina, addio vancanze di Natale. Addio montagna. Sembra non ci saranno spiragli nel decreto che entrerà in vigore dal prossimo 4 dicembre, La discussione è agli sgoccioli e per il periodo natalizio sembra ormai prevalere la linea più dura. Nonostante le deroghe chieste dai governatori per le località montane, il duo Conte Speranza ha già fatto capire che gli alberghi e le piste da sci in montagna resteranno chiusi tra il 20 dicembre e il 10 gennaio. Questo perché il nuovo Dpcm non consentirà gli spostamenti tra regioni e nemmeno quelli all'interno della propria per raggiungere le seconde case durante le feste di Natale. Un vero e proprio  lockdown cucito su misura per il periodo delle vacanze, sull'onda della convizione che la seconda ondata sia figlia dei "bagordi" estivi e non della recrudescenza stagione del virus, che in autunno e primavera torna a farsi sentire con più vigore.

Quindi, dopo la certezza che ristoranti e bar saranno chiusi anche durante il Natale, un'altra doccia fredda a chiudere un 2020 terrificante su almeno tre fronti: sanitario, economico e sociale. Ma la politica ha poco da stare tranquilla, soprattutto quando si finisce col mettere in campo solo provevdimentio che limitano pesantemente la libertà dei cittadini, già provati da ormai quasi un anno di pandemia.

Addirittura ieri circolavano voci sulle indicazioni europee per proibire le messe durante il giorno di Natale. Rimane poi la questione del coprifuoco, che difficilmente verrà spostato oltre le 22. Pare quindi che durante quei 20 giorni allungati di Natale, dal 20 dicembre al 10 gennaio, trovarsi in zona gialla, arancione o rossa non cambierà di molto le cose. Di sicuro le abitudini di molti comaschi, abiutiati a muoversi in massa verso la Valtellina, quest'anno dovranno cambiare. E non ci sarà nemmeno la "scappatoia" Svizzera perchè l'Italia sta valutando anche la chiusura dei confini nazionali.  Ancora un volta, così come succede ormai da marzo, la parola d'ordine, nemmeno tanto nascosta viste le opzioni sotto l'albero di Natale, sarà una sola: restate a casa. 

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