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Martedì, 30 Novembre 2021
Coronavirus

Covid, l'incubo della terza ondata mentre la campagna vaccinale va a rilento

Non servono nuove cattedrali ma nuove dosi di vaccino

Non ci siamo scordati dell'ospedale in Fiera a Milano. La grande astronave promessa da Bertolaso e di fatto ancora in attesa di un vero e proprio decollo. Poi la recente "conversione" di una sua parte in grande hub per i vaccini con tanto di prova in pista per cronometrare il tempo che ci si impiega a inoculare una dose con l'obiettivo di vaccinare tutti i lombardi entro giugno.

Ora sappiamo che questa impresa è pura propaganda, magari persino in buona fede ma assolutamente impraticabile con le dosi di vaccino a disposizione. Perché potrai anche dimostrare di essere velocissimo in prova, ma se in gara non hai benzina a sufficienza al traguardo non ci arrivi. Ed il punto della questione è tutto qui: i vaccini non ci sono. Non ce sono abbastanza per rispettare questi tempi da record.

Ragion per cui diventano del tutto inutili le cattedrali del vaccino, che siano quelle della Fiera o i già sfioriti gazebo di Arcuri. Sarebbe già un buon segnale se la campagna vaccinale proseguisse regolarmente negli ospedali, nelle Rsa, negli ambulatori dei medici di famiglia e nelle farmacie. Perchè il punto su cui ruota tutto, non solo la questione vaccini ma tutta la gestione sanitaria della pandemia, non può non fare i conti con una medicina del territorio consumata dalla politica degli ultimi 20 anni. E a colpi di slogan non si cura nessuno. 

Se è vero che dalla pandemia se ne esce solo attraverso le vaccinazioni di massa, vedi l'Inghilterra che in questo senso sembra essere messa molto bene, appare del tutto evidente che il ritorno alla normalità sia al momento ancora lontanissimo. La grande preoccupazione di un popolo "resistente" al vaccino è pura narrazione che si scontra con l'evidenza che i vaccini non ci sono nemmeno per la maggioranza delle persone che vogliono essere vaccinate il prima possibile. Tanto che, vista la penuria, si sta ora pensando a come mettere in pista un vaccino "Made in Italy". Un po' come partire quando gli altri sono già arrivati.

E allora che senso ha - la discussione è nata anche a Como con Villa Erba - pontificare sugli "stadi" del vaccino quando le dosi disponibili non sono certo sufficienti a vaccinare centinaia di persone al giorno in ogni singolo hub? Meglio restare coi piedi per terra, agendo capillarmente sul territorio, iniziando a coprire per tempo almeno tutte le categorie a rischio. 

A un anno dallo scoppio della pandemia non siamo in una situazione molto diversa da quella in cui ci trovavamo lo scorso marzo, soprattutto se la variante inglese del covid darà davvero il via alla terza ondata. E allora sì che trovarci in mezzo a questa nuova tempesta senza i vaccini potrebbe diventare molto pericoloso. Il punto è che mentre stavano pensando a come costruire grandi navi si sono dimenticati dei salvagente.   

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