Coronavirus

Il green pass obbligatorio da oggi, cosa cambia per trasporti e scuola dal 1° settembre

Non più solo ristoranti, palestre e musei. Il certificato verde è necessario anche per gli spostamenti sulle tratte a lunga percorrenza e per entrare in classe

Green pass all'aeroporto (repertorio)

Da domani, 1° settembre scatta in tutta Italia l'obbligo di esibire il green pass su alcuni mezzi di trasporto a lunga percorrenza, ma le regole e la capienza consentita, come riportato anche su Today.it, cambiano a seconda che si tratti di treni, aerei o autobus. Ad esempio l'obbligo del green pass riguarda Intercity, Intercity Notte e Alta Velocità ovvero tutte le Frecce di Trenitalia e Italo ma non c'è bisogno della certificazione per i treni regionali anche se effettuano servizio tra regioni diverse. Anche per traghetti o battelli sul lago di Como, per fare un esempio sul nostro territorio, siccome collegano luoghi della stessa regione non è necessario il green pass. 

Vediamo come si procederà a secondo del mezzo di trasporto utilizzato.

L'obbligo del green pass sui treni (tranne quelli regionali)

La capienza sui treni sarà dell'80% sia in zona bianca sia in quella gialla (fino al 31 agosto è del 50%). I treni Italo di Ntv viaggiano a capienza massima perché sono dotati di filtri Hepa - "high efficiency particulate air filter -, della stessa tipologia di quelli adottati a bordo degli aerei, che garantiscono un ricambio continuo e completo dell'aria in carrozza riducendo la presenza di particolato e di aerosol. È obbligatorio avere sempre la mascherina chirurgica o la ffp2, tranne quando si mangia o si beve, al proprio posto senza alzarsi.

Il green pass sugli aerei

Dal 1° settembre il green pass diventa obbligatorio anche per tutti i voli nazionali (per i voli in Europa era già necessario dal mese di luglio). Ma attenzione: una sola dose di vaccino non basta per viaggiare in Ue, in Italia invece sì. La certificazione verde in Europa ha infatti validità solo 14 giorni dopo aver concluso il ciclo vaccinale. Fuori dall'Ue, invece, le regole cambiano da Stato a Stato. Così dal 1° settembre per viaggiare in Italia servirà aver ricevuto almeno una dose di vaccino, o essere guariti dal covid, oppure avere il certificato di tampone negativo eseguito nelle 48 ore precedenti. Sugli aerei, dove la capienza è del 100%, è richiesto di indossare la mascherina chirurgica o la ffp2.

Le regole per gli autobus, i traghetti e le navi

E gli autobus? Il green pass sarà obbligatorio per i pullman che svolgono un servizio "in modo continuativo o periodico su un percorso che collega regioni diverse". Obbligo anche per gli autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente, ma sono esclusi quelli impegnati nei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale. La capienza sarà dell'80% sia in zona bianca sia in quella gialla. È obbligatoria la mascherina chirurgica o la ffp2 a bordo. Sempre dal 1° settembre il green pass sarà obbligatorio per viaggiare su navi e traghetti che effettuano trasporto interregionale. Unica eccezione è lo Stretto di Messina: pur spostandosi tra la Sicilia e la Calabria, non servirà il certificato verde. Se il traghetto collega due luoghi della stessa regione non sarà necessario.

Il trasporto pubblico locale senza green pass

Nessun obbligo di green pass, invece, sui mezzi del trasporto pubblico locale. Metropolitane, autobus urbani e regionali sono infatti esclusi dalle nuove regole introdotte dal decreto del governo. La capienza sarà dell'80% sia in zona bianca sia in quella gialla. È obbligatorio l'uso della mascherina chirurgica a bordo. Torna il controllore su autobus, tram, treni urbani e metropolitane: l'addetto non dovrà verificare solo il biglietto, ma sarà responsabile anche della corretta applicazione delle norme anti contagio (capienza limitata, distanziamento e mascherine). Anche i taxi sono considerati come trasporto locale e quindi possono essere utilizzati anche senza obbligo di green pass, purché vengano rispettate le altre misure anti contagio. È obbligatorio indossare la mascherina e sedersi sul sedile posteriore e mai a fianco del tassista.

Il green pass a scuola e all'università

Per poter andare a lavoro, da mercoledì 1° settembre tutto il personale scolastico deve avere il green pass: chi non rispetterà questa regola, oltre a non poter accedere alle strutture, verrà considerato in assenza ingiustificata. Dopo 5 giorni di assenza ingiustificata, il rapporto di lavoro verrà sospeso e il dipendente non riceverà più lo stipendio. Agli studenti non è invece richiesto il green pass. Le lezioni si svolgeranno in presenza, con mascherina obbligatoria, ed è vietato l'accesso agli istituti con una temperatura corporea superiore a 37,5°. In università pass obbligatorio per tutti, dagli studenti - in assenza, potranno seguire le lezioni a distanza con l'organizzazione affidata ai singoli atenei - a docenti, ricercatori e personale, per i quali valgono le stesse norme degli operatori scolastici.

Come accade per i trasporti, il personale scolastico e universitario esentato dalla campagna vaccinale per motivi di salute non è tenuto a dotarsi del green pass. Vale lo stesso per gli studenti universitari che non si possono vaccinare su indicazione del loro medico. In entrambi i casi è necessario esibire un'idonea certificazione medica.

Quando si ottiene il green pass e chi è esentato

In sintesi, il green pass si può ottenere in tre modi diversi, ciascuno dei quali permette di avere un certificato verde di diversa durata:

  • esito negativo di un tampone antigenico o molecolare effettuato nelle 48 ore precedenti (durata della certificazione: 48 ore);
  • vaccinazione, con una dose sola o con doppia dose. Nel primo caso, il certificato sarà valido dopo 15 giorni dalla somministrazione e fino alla data del richiamo. Nel secondo, invece, la validità è di 9 mesi (ma c'è già il via libera del Comitato tecnico scientifico all'estensione a 12 mesi);
  • la guarigione dal Covid-19 (durata della certificazione: 6 mesi).

L'obbligo del green pass non si applica:

  • ai bambini sotto i 12 anni, esclusi per età dalla campagna vaccinale;
  • ai soggetti esenti per motivi di salute dalla vaccinazione sulla base di un'idonea certificazione medica;
  • ai cittadini che hanno ricevuto il vaccino ReiThera (una o due dosi) nell'ambito della sperimentazione Covitar.
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